"Ray of Light" a fashion essai for Io Donna magazine feat. Caterina Ravaglia


E' proprio bello questo pezzo di Toscana.
Ad un certo punto dell'Aurelia, svolti a destra e vai, vai.
Entri nel parco.
Vai e vai ancora, altissimi pini marittimi.



Poi un cancello. Villa Gombo. Residenza del Presidente.
Molto bella, speciale. In buono stato, si, ma vuota.
Non ci fanno molto, pare.



Non c'è campo cellulare.
No WiFi
Mah.

A pochi passi un'altra rete, un'altro cancello.
Il mare.



Ray of Light...











































Il backstage...





















Io Donna Magazine

"Ray of light"

Photographed by Toni Thorimbert
Styled by Silvia Meneguzzo assisted by Silvia Masciale

Hair+makeup: Roman Gasser

Modeled by Caterina Ravaglia

Digital assistance Walter Besola/D4U

Postproduction Nora Suardi/Zat

Backstage photography by Ilaria Zennaro

Shot at Villa Gombo, Tenuta di san Rossore.

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Stage > Backstage: Adriano Giannini for Style magazine


Non ha bisogno di fare molto rumore Adriano, quando entra in una stanza.
Non deve gesticolare, farsi vedere. Alzare la voce, atteggiarsi.
Fare battute.

Infatti non lo fa.













Il backstage scattato da Ilaria Zennaro:


















Style

Adriano Giannini

Photographed by Toni Thorimbert

Styled by Angelica Pianarosa

Adriano Giannini wears Lanvin.

Grooming by Roman Gasser

Digital assistance: Walter Besola D4U

Thanks to:
Alessandro Calascibetta
Roberto Bisesti

Backstage photography by Ilaria Zennaro

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Waiting for Helmut

Alla fine ci sono cascato.
Helmut, l'intoccabile.
Mai provare ad emulare, mai provare a "fare Newton".
E' stata sempre la mia bibbia. Tanto non ci riesce nessuno, nessuno.
Solo parodie.
Infatti quando Luca Delli Carri e la Molteni mi hanno parlato di 'sta roba, io ho fatto finta di non capire e sono andato bello bello da tutt'altra parte: casting di "ragazze della porta accanto", coi loro motorini da scattare, che ne so, a Rimini...
Ma quando, come un bravo bambino, porto in redazione i compiti, il direttore mi guarda imbarazzato e dice: Ehm... forse non ci siamo capiti, qui non si tratta di ragazzine mezze nude col Ciao, qua si tratta di Helmut Newton.
Avrei dovuto alzarmi, stringere le loro mani con la faccia molto seria, e andarmene.

Ma poi, che fai, ti arrendi?

Che disastro, sono andato a casa in preda all'angoscia.

Sul tavolo le 4/5 foto di Newton con le moto. Un Playboy americano del 1988. E io ce l'ho. La copia originale. Che caso eh?
Allora io dico, eh... ma ci vorrebbero proprio queste moto qua....Luca dice: Tranquillo, le trovo.
Che palle.
Guardo verso Stefania in cerca d'aiuto. Niente.
Tra l'altro, anni e anni fa, quando per la prima volta avevo messo piede in redazione, gli avevo proposto un calendario di donne nude e moto, le avevo in mente belle precise: foto moderne, mica Newton, tutta farina del mio sacco, e la Stefania mi aveva guardato come se avessi la lebbra...E adesso? non dici niente? salvami no?

Volete anche la copertina? Yes. Come? Vedi tu. Ma meglio senza moto.
Ahrghhhh sempre più difficile.

pausa ansia.

Come si fa? Le donne di Newton. Quelle pose. Quella forza. Quelle facce, Quella luce. Quei posti.

Troppa roba.
Troppo tardi.
Per tirarsi indietro.

Comunque, intanto mi viene in mente la modella: la Simona Scalia, lei è l'unica, ha davvero un corpo "newtoniano": le scrivo su FB ( cosa che Helmut non credo avrebbe mai fatto )
Lei dice OK.
Poi mi viene in mente un posto, ci ho portato la moto da lavare: Getto d'acqua, piastrelle racing...insomma quella roba lì molto Riders. Chiamo Luca: Le voglio fare lì.
Ah... dice lui, si si, conosco bene, è il garage di un amico, no problem.
I caschi però li voglio così e così. No problem pure quello.

Esaudita la lista dei miei capricci, mi è toccato pensare a cosa fare, seriamente.
E ho pensato che quello che in Newton fa - davvero - la differenza è l' energia delle donne, il modo in cui, nelle sue foto, usano il loro sesso: come un'arma.

Lì non potrai mai competere.

Quindi penso. Sono seduto sul cesso e penso: devo "scaricare" la posa.
Forse ho trovato la chiave....
Non "omaggio a Newton", ma "aspettando Newton".

Chiamo la Stefania, ascolta dico, ho l'idea. La modella sul set aspetta l'arrivo di Newton, capisci ?, non è un backstage però, ma vediamo la macchina fotografica già pronta, lì sul cavalletto, e già che ci siamo, con la sagoma della macchina copriamo pure, sai... capisci no? perchè Riders comunque non è Playboy...mi spiego? ( mi spiego) e la modella che magari sbadiglia, hai presente? c'è una scena così anche in Blow Up di Antonioni, quando David Hemmings/ Bailey se ne va dal set lasciando le modelle in posa e torna, dopo alcune ore, e le trova sfrante in mezzo ad una scenografia di plexi colorati... Vedi cosa voglio dire?
Lei vede. Vede pure Delli Carri.
Semaforo verde.

E la cover? Lì niente da fare. Niente "aspettando Newton".
Lì i ragazzi vogliono l'omaggio. Lo vogliono smaccato. Provo a protestare, ma ormai sono in ballo.
Vabbè, allora niente, siccome siamo in un posto dove lavano le moto, mi viene in mente una foto di Newton tratta da White Women, del settantasei, una donna spruzzata da un potente getto d'acqua, e me la cavo così....( ma infatti, nella foto di Newton, quel pochino di gamba aperta in più, fa tanta differenza...)

Comunque dai, sono ancora vivo.






Qui sotto le pagine di Playboy da dove nasce tutta la faccenda:








Disegno per convincere Stefania



Le foto:











Il backstage:















Riders magazine

"Waiting for Helmut"


Photographed by Toni Thorimbert

Photo editor: Stefania Molteni

Editor in chief: Luca Delli Carri

Hair and makeup by Rita Fiorentino

Model: Simona Scalia

Shot @ Motosplash, Milano.

Cameras provided by Leica

Backstage photographed by Serena Salerno

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