Waiting for Helmut

Alla fine ci sono cascato.
Helmut, l'intoccabile.
Mai provare ad emulare, mai provare a "fare Newton".
E' stata sempre la mia bibbia. Tanto non ci riesce nessuno, nessuno.
Solo parodie.
Infatti quando Luca Delli Carri e la Molteni mi hanno parlato di 'sta roba, io ho fatto finta di non capire e sono andato bello bello da tutt'altra parte: casting di "ragazze della porta accanto", coi loro motorini da scattare, che ne so, a Rimini...
Ma quando, come un bravo bambino, porto in redazione i compiti, il direttore mi guarda imbarazzato e dice: Ehm... forse non ci siamo capiti, qui non si tratta di ragazzine mezze nude col Ciao, qua si tratta di Helmut Newton.
Avrei dovuto alzarmi, stringere le loro mani con la faccia molto seria, e andarmene.

Ma poi, che fai, ti arrendi?

Che disastro, sono andato a casa in preda all'angoscia.

Sul tavolo le 4/5 foto di Newton con le moto. Un Playboy americano del 1988. E io ce l'ho. La copia originale. Che caso eh?
Allora io dico, eh... ma ci vorrebbero proprio queste moto qua....Luca dice: Tranquillo, le trovo.
Che palle.
Guardo verso Stefania in cerca d'aiuto. Niente.
Tra l'altro, anni e anni fa, quando per la prima volta avevo messo piede in redazione, gli avevo proposto un calendario di donne nude e moto, le avevo in mente belle precise: foto moderne, mica Newton, tutta farina del mio sacco, e la Stefania mi aveva guardato come se avessi la lebbra...E adesso? non dici niente? salvami no?

Volete anche la copertina? Yes. Come? Vedi tu. Ma meglio senza moto.
Ahrghhhh sempre più difficile.

pausa ansia.

Come si fa? Le donne di Newton. Quelle pose. Quella forza. Quelle facce, Quella luce. Quei posti.

Troppa roba.
Troppo tardi.
Per tirarsi indietro.

Comunque, intanto mi viene in mente la modella: la Simona Scalia, lei è l'unica, ha davvero un corpo "newtoniano": le scrivo su FB ( cosa che Helmut non credo avrebbe mai fatto )
Lei dice OK.
Poi mi viene in mente un posto, ci ho portato la moto da lavare: Getto d'acqua, piastrelle racing...insomma quella roba lì molto Riders. Chiamo Luca: Le voglio fare lì.
Ah... dice lui, si si, conosco bene, è il garage di un amico, no problem.
I caschi però li voglio così e così. No problem pure quello.

Esaudita la lista dei miei capricci, mi è toccato pensare a cosa fare, seriamente.
E ho pensato che quello che in Newton fa - davvero - la differenza è l' energia delle donne, il modo in cui, nelle sue foto, usano il loro sesso: come un'arma.

Lì non potrai mai competere.

Quindi penso. Sono seduto sul cesso e penso: devo "scaricare" la posa.
Forse ho trovato la chiave....
Non "omaggio a Newton", ma "aspettando Newton".

Chiamo la Stefania, ascolta dico, ho l'idea. La modella sul set aspetta l'arrivo di Newton, capisci ?, non è un backstage però, ma vediamo la macchina fotografica già pronta, lì sul cavalletto, e già che ci siamo, con la sagoma della macchina copriamo pure, sai... capisci no? perchè Riders comunque non è Playboy...mi spiego? ( mi spiego) e la modella che magari sbadiglia, hai presente? c'è una scena così anche in Blow Up di Antonioni, quando David Hemmings/ Bailey se ne va dal set lasciando le modelle in posa e torna, dopo alcune ore, e le trova sfrante in mezzo ad una scenografia di plexi colorati... Vedi cosa voglio dire?
Lei vede. Vede pure Delli Carri.
Semaforo verde.

E la cover? Lì niente da fare. Niente "aspettando Newton".
Lì i ragazzi vogliono l'omaggio. Lo vogliono smaccato. Provo a protestare, ma ormai sono in ballo.
Vabbè, allora niente, siccome siamo in un posto dove lavano le moto, mi viene in mente una foto di Newton tratta da White Women, del settantasei, una donna spruzzata da un potente getto d'acqua, e me la cavo così....( ma infatti, nella foto di Newton, quel pochino di gamba aperta in più, fa tanta differenza...)

Comunque dai, sono ancora vivo.






Qui sotto le pagine di Playboy da dove nasce tutta la faccenda:








Disegno per convincere Stefania



Le foto:











Il backstage:















Riders magazine

"Waiting for Helmut"


Photographed by Toni Thorimbert

Photo editor: Stefania Molteni

Editor in chief: Luca Delli Carri

Hair and makeup by Rita Fiorentino

Model: Simona Scalia

Shot @ Motosplash, Milano.

Cameras provided by Leica

Backstage photographed by Serena Salerno

Click on the pictures to enlarge.






Waiting for Helmut

Alla fine ci sono cascato.
Helmut, l'intoccabile.
Mai provare ad emulare, mai provare a "fare Newton".
E' stata sempre la mia bibbia. Tanto non ci riesce nessuno, nessuno.
Solo parodie.
Infatti quando Luca Delli Carri e la Molteni mi hanno parlato di 'sta roba, io ho fatto finta di non capire e sono andato bello bello da tutt'altra parte: casting di "ragazze della porta accanto", coi loro motorini da scattare, che ne so, a Rimini...
Ma quando, come un bravo bambino, porto in redazione i compiti, il direttore mi guarda imbarazzato e dice: Ehm... forse non ci siamo capiti, qui non si tratta di ragazzine mezze nude col Ciao, qua si tratta di Helmut Newton.
Avrei dovuto alzarmi, stringere le loro mani con la faccia molto seria, e andarmene.

Ma poi, che fai, ti arrendi?

Che disastro, sono andato a casa in preda all'angoscia.

Sul tavolo le 4/5 foto di Newton con le moto. Un Playboy americano del 1988. E io ce l'ho. La copia originale. Che caso eh?
Allora io dico, eh... ma ci vorrebbero proprio queste moto qua....Luca dice: Tranquillo, le trovo.
Che palle.
Guardo verso Stefania in cerca d'aiuto. Niente.
Tra l'altro, anni e anni fa, quando per la prima volta avevo messo piede in redazione, gli avevo proposto un calendario di donne nude e moto, le avevo in mente belle precise: foto moderne, mica Newton, tutta farina del mio sacco, e la Stefania mi aveva guardato come se avessi la lebbra...E adesso? non dici niente? salvami no?

Volete anche la copertina? Yes. Come? Vedi tu. Ma meglio senza moto.
Ahrghhhh sempre più difficile.

pausa ansia.

Come si fa? Le donne di Newton. Quelle pose. Quella forza. Quelle facce, Quella luce. Quei posti.

Troppa roba.
Troppo tardi.
Per tirarsi indietro.

Comunque, intanto mi viene in mente la modella: la Simona Scalia, lei è l'unica, ha davvero un corpo "newtoniano": le scrivo su FB ( cosa che Helmut non credo avrebbe mai fatto )
Lei dice OK.
Poi mi viene in mente un posto, ci ho portato la moto da lavare: Getto d'acqua, piastrelle racing...insomma quella roba lì molto Riders. Chiamo Luca: Le voglio fare lì.
Ah... dice lui, si si, conosco bene, è il garage di un amico, no problem. (Uffa)
I caschi però li voglio così e così. No problem pure quello.

Esaudita la lista dei miei capricci, mi è toccato pensare a cosa fare, seriamente.
E ho pensato che quello che in Newton fa davvero la differenza è la posa. L' energia della donna, e quindi la sua posa.
Lo dico in francese: Le donne di Newton hanno la figa in mano. Sempre.
Lì non potrai mai competere.

Quindi penso. Sono seduto sul cesso e penso: devo "scaricare" la posa.
Ecco la chiave.
Non "omaggio a Newton", ma "aspettando Newton".

Chiamo la Stefania, ascolta dico, ho l'idea. La modella sul set aspetta l'arrivo di Newton, capisci ?, come fossimo in una specie di backstage, con una macchina fotografica pronta, già lì sul cavalletto, e già che ci siamo con la sagoma della macchina copriamo pure, sai... capisci no? perchè Riders comunque non è Playboy...mi spiego? ( mi spiego) e la modella che magari sbadiglia, hai presente? c'è una scena così anche in Blow Up di Antonioni, quando David Hemmings/ Bailey se ne va dal set lasciando le modelle in posa e torna, dopo alcune ore, e le trova sfrante in mezzo ad una scenografia di plexi colorati... Vedi cosa voglio dire?
Lei vede. Vede pure Delli Carri.
Semaforo verde.

E la cover? Lì niente da fare. Niente "aspettando Newton".
Lì vogliono l'omaggio. Smaccato. Ormai sono in ballo.
Vabbè, allora niente, mi è venuta in mente una foto di Newton tratta da White Women, una donna spruzzata da un potente getto d'acqua in una Spa, ( il primo libro di Newton che ho comprato, in via Torino a Milano, da Fiorucci, penso fosse il millenovecentosettantacinque, settantasei...impatto indimenticabile...) ma infatti vedi, nella foto di Newton, quel pochino di gamba aperta in più, fa tanta differenza...

Comunque dai, sono ancora vivo.






Qui sotto le pagine di Playboy da dove nasce tutta la faccenda:








Disegno per convincere Stefania



Le foto:











Il backstage:















Riders magazine

"Waiting for Helmut"


Photographed by Toni Thorimbert

Photo editor: Stefania Molteni

Hair and makeup by Rita Fiorentino

Model: Simona Scalia

Shot @ Motosplash, Milano.

Cameras provided by Leica

Backstage photographed by Serena Salerno

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Actress Sonia Bergamasco for Io Donna magazine

Sonia, thin and light. Here and now.
A privilege.












Sonia Bergamasco

Io Donna magazine
Styled by Silvia Meneguzzo

Hair+makeup by Emiliano Restuccia

Sonia Bergamasco wears Armani, Shoes by Stella Mc Cartney, Watch by Jaeger Le Coultre.

Shot in Rome at Daylight Studio.

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Italian Style magazine fashion essai shot at "Museo del '900" Milano ( and an Instagram takeover )


Questo è un museo davvero bello.















































Italian Style

Styled by Daniela Stopponi
Photographed by Toni Thorimbert

Hair and makeup Karin Borromeo
Model Viola Rogacka

Thanks to Clementina Ricci
Thanks to Museo del '900, Milano.

Backstage photography by Ilaria Zennaro

Bonus track:

The instagram takeover at Museo del '900

Dopo il servizio per Italian Style, Clementina Ricci, responsabile comunicazione del Museo, mi ha chiesto di fare un Instagram takeover dell'account del museo.
Prima di me Salvatores, il prossimo, credo, Mentana.

Non avevo un'idea molto precisa di quale avrebbe potuto essere mio soggetto, là dentro, volevo però lasciare un segno immediatamente riconoscibile, quindi ho scartato, quasi a priori, di usare l'Iphone, volevo che all'interno dell'account, dove le foto sono in gran parte a colori e "tipicamente instagram" le mie fotografie si notassero, quindi ho usato la mia Nikon F3 con con il 55mm micro-Nikkor e la pellicola bianco e nero "tirata" a 800 asa.
La struttura del museo, i visitatori, o il personale, potevano essere soggetti interessanti, ma da subito ho capito che ero invece molto attirato dalle opere, e dai quadri ancora più che dalle sculture...
Nei dipinti, cercavo le figure, i corpi, li mettevo più o meno a fuoco, cercando un'astrazione, una trasfigurazione, ma poi, direi inevitabilmente, ho incontrato i volti.
Mi ci sono messo davanti come fossero vivi, li ho ri-quadrati, ri-illuminati e alla fine sono diventati ritratti nuovi, inediti, miei.
Mi piaceva l'idea, la possibilità che queste immagini facessero venire la voglia di andarli a cercare, questi volti, per scoprirli, o riscoprirli, sotto una luce nuova.

I "Volti del '900"



Felice Casorati



Amedeo Modigliani



Umberto Boccioni



Tullio Garbari



Giuseppe Penone



Marino Marini



Tullio Garbari



Henri Matisse



Mimmo Paladino



Mario Sironi



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