Antoine D'Agata




Tuoni, fulmini e saette a Pietrasanta per il talk (all'aperto!) di Antoine D'Agata, un artista che ha fatto della vulnerabilità la sua forza, un uomo inquieto, dubbioso, ma anche capace di affermazioni implacabili. Uno che sta con Magnum, agenzia che descrive con malcelato disappunto come un'elite di fotografi dediti ad una pratica, il fotogiornalismo, di cui lui non condivide affatto la missione e i compromessi.
Un esteta, un intellettuale imprigionato dentro al corpo di un marsigliese turbato dalla vita.
Un uomo buono che parla di violenza, con una voce che sembra venire dal fondo di un pozzo.

Inspirante.

La Bottega
Marina di Pietrasanta

"I caffè dei Maledetti fotografi", stagione 2017
con Toni Thorimbert, Jacopo Benassi e Antoine D'Agata

Grazie a Enrico Ratto e Serena Del Soldato

Top: TT e Antoine D'Agata photographed by Enrico Ratto

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Gianni Versace



Gianni, Milano, 1989.

Difficile immaginare due persone più diverse, tra me e Gianni Versace, ma avevo - e ho - per lui una sconfinata ammirazione.
Era un uomo carismatico e geniale, e lavorare con lui, e per lui, è sempre stato per me fonte di grandi angosce perché mai avrei voluto deludere la stima che dimostrava verso il mio lavoro.
Tutto con lui succedeva in modo molto veloce e istintivo: era vulcanico, un catalizzatore immediato di eventi ed emozioni e quando, dopo le foto lasciava il set, mi ritrovavo li, con la mia Rollei in mano, esausto e svuotato.
Avevo messo tutto quello che avevo per essere all'altezza del privilegio di condividere, e cogliere, un sessantesimo di secondo della sua vita.

Oggi, 15 Luglio 2017, a vent'anni dalla sua scomparsa.



From the archive, a never published before images from a sitting for Air France Madame.

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Rimini, Italia.



Ho una lunga storia d'amore, con Rimini.

Ci sono stato in tutte le salse: Intossicato di LSD a dormire sotto i mosconi in spiaggia negli anni settanta, ossequiosamente accolto dal direttore del Grand'Hotel negli anni ottanta.

Il mare fa abbastanza schifo. E' vero.
La piadina è buona veramente solo in un posto. C'è un casino di gente, sempre.
Il traffico è come a Milano, anzi, molto peggio.
Rimini è provinciale, piccola e pure borghesuccia.
Però invece, quando ci vai e la vivi davvero scopri che è tanta roba.

L'energia delle persone fa la differenza.
Ci sono posti a Rimini, con un "edge" situazionista che nemmeno a New York negli anni '90.

Ma insomma, chi già conosce Rimini, un'entità territoriale vasta e dai confini indefiniti che trova posto tra collina, mare, centro storico, via Emilia, piste di "Go-kart", centri commerciali, "Italia in miniatura" e quant'altro, lo sa: la ama o - eventualmente - la odia, chi invece non la conosce avrà quest'estate un accesso privilegiato a tutta la faccenda grazie ad un'iniziativa molto figa di Chico de Luigi e delle sue CAMERECHIARE: casa, cucina, laboratorio creativo, biblioteca e luogo di adozione di tutti quelli che amano la fotografia in quel di Rimini, un "summer camp" dedicato a mettere le basi di un progetto molto ambizioso ma, io credo, necessario: scavare le fondamenta per costruire l'immagine contemporanea di questo luogo caleidoscopico.
Ci saranno, udite udite!!, Jacopo Benassi, Chico de Luigi ovviamente, Settimio da cui ci aspettiamo un'adesione definitiva, ci sarà Stefania Molteni, photo editor, curatrice e art director, e Toni Thorimbert, cioè io, dal 9 al 13 Agosto e quindi nel momento assolutamente "clou" della stagione a mettere le basi di questa avventura volutamente trasversale e fluida sia nelle sue promesse che nei suoi potenziali "output": diventerà un libro? una mostra? starà sul Web o sulla carta? chi saranno i prossimi autori e i loro prossimi soggetti? vedremo...Lo scopo adesso è quello di lasciare una traccia fotografica del nostro passaggio, depositare il nostro sguardo su questa esperienza.

Ad oggi c'è posto per altre 6 persone a cui promettiamo una "full immersion" fotografica nella "movida" riminese e un'esperienza fotografica destinata a diventare un momento importante nella cultura fotografica e nella documentazione di un territorio.

Per saperne di più scrivete a: camerechiare@gmail.com

oppure cliccate su:
http://www.camerechiare.it/2017/06/09/913-08-2017-camerechiare-summer-photo-workshop/

La foto è di Chico De Luigi.


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Una strada per Demetrio




Una strada per Demetrio Stratos a Milano.
Bello.
Giusto.
Mi piace.
Mi piaceva anche molto lui, super super carismatico, un omone con 'sta voce da paura.
Il mio capo, Fabio Simion, faceva le foto per le copertine dei loro dischi con quel genio di art director che era Gianni Sassi.
Demetrio, Gianni, gli Area era gente pazzesca, erano proprio rockstar dentro, erano un concentrato di energia esplosiva.
Erano come dei matti.
Mi ricordo un concerto in Statale di musica sperimentale con pianoforte modificato. Si passavano dei bigliettini con delle parole e poi suonavano il senso profondo di queste parole.
Io stampavo in camera oscura.
In Corso 22 Marzo la polizia uccideva uno dei nostri schiacciandolo con un camion. C'è una lapide adesso. Aldo Bonasia fotografava il suo cervello sull'asfalto con un celerino che gli faceva la guardia.
I fascisti erano inespugnabili in una via stretta senza uscita.

Demetrio Stratos, Università Statale, Milano, 1979.
Photographed by Toni Thorimbert

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Valentina Belle'


Such a beauty you are, Valentina!
Warm, easy, funny, intense.

It was a privilege to have you around, to meet your glance through my lenses.



Some images from the backstage, shot by Claudio Cazzara




Style magazine

Valentina Bellè

Styled by Daniela Stopponi
Photographed by Toni Thorimbert

Hair and makeup by Karin Borromeo

Backstage photographed by Claudio Cazzara

Digital service: D4U Walter Besola.

Thanks to Roberto Bisesti.

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The "new punk" attitude, for Style magazine.


Il nuovo punk non ha la cresta viola.

Azzerare lo stereotipo del punk, surfare il confine, adottare comportamenti sovversivi per la loro ambiguità.
Ben Blackmore assolutamente perfetto per questa parte.



























"Di genere"
A fashion essai for Style magazine ( Italy)

Photographed by Toni Thorimbert
Styled by Angelica Pianarosa

Grooming by Erika Vellini
Modeled by Ben Blackmore

Backstage photography by Ilaria Zennaro

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"before" Thorimbert



1972, Jugoslavia.
Io a 15 anni con mia sorella Monica e mio fratello Gianluca fotografati da Gaetano, l'allora fidanzato di Monica.
Sulla destra dell'immagine si vede un pezzo della Gilera 300 con la quale Gianluca ed io viaggiavamo. Monica e Gaetano avevano la macchina, un maggiolino Volkswagen.
Gaetano, che non ho praticamente mai più rivisto da allora, ha lasciato questa stampa, totalmente inedita per noi tutti, al desk della mia mostra BESIDE THORIMBERT alla Leica Galerie di Milano.
La considero a pieno titolo come parte della mostra, chissà forse un "before" più che un "beside".
L' entroterra jugoslavo del '72 era cupo e selvaggio, nei villaggi che attraversavamo i bambini ci tendevano agguati con pietre scagliate per uccidere.
All'alba, gli operai scendevano dalle tradotte per entrare in fabbriche che sembravano, e forse erano, dei lager.
Non scherzo.
Un giorno ci perdemmo. Alle porte di Zagabria aspettammo per ore la macchina di Monica e Gaetano, ma invano.
A sera tarda, lasciammo un biglietto: "ci vediamo qui domattina alle 8".
Non l'avessimo mai fatto: dal nulla sbucarono auto e poliziotti che ci scortarono duramente in caserma. Fummo accusati, in un italiano appena decifrabile, di spionaggio, e tenuti fino alle 3 del mattino sotto il tiro delle armi in attesa del comandante.
Il comandante aveva studiato: aprì la porta, ci guardò in faccia, richiuse la porta. Le sue urla si sentirono fino in Albania.
Tornò nella stanza con un sorriso tirato e nostri passaporti.
Eravamo liberi.
L'anno dopo scattavo "Bambini di Pioltello".

BESIDE THORIMBERT è in mostra alla Leica Galerie di piazza Duomo a Milano fino al 13 maggio

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TOKYO A/R


Io Donna lavora a Milano Studio Digital.
Ottimo studio.
Ma dopo un pò davvero non sai più come girarti.
La Silvia allora mi ha proposto un piccolo challenge.

Usare lo studio, ma abolire lo studio.

Non un backstage, però, eh...se no troppo facile...

Dovevamo stare sul confine.
Perchè adesso la moda è tutta lì, sul confine, su quanto ci stai vicino, al bordo, senza andare di là.

Questo è quello che abbiamo tirato fuori:
































E questo è il backstage dove si capisce ancora meglio l'approccio.

















Io Donna magazine

TOKYO A/R
Styled by Silvia Meneguzzo

photographed by Toni Thorimbert

Hair by Franceschino Chessa
Make up by Roman Gasser

Modeled by Sophie Klock

Shot at Milano Studio Digital.

Backstage photography by Ilaria Zennaro.

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