Greetings from Hong Kong #6

Non è tanto per i grattacieli, chissenefrega, magari non così alti, ma ci sono anche da noi.
E' proprio l'aria che tira. Come si muove la gente. come guardano il mondo.
Vista da qui, l'Italia sembra lontanissima. A me sembra che questi, a noi, non ci pensano proprio, vanno per la loro strada. Me li immagino, in questi uffici, là al 600esimo piano. Riunioni. Decidere le sorti di interi paesi, tra cui il nostro. Ma magari è una mia immaginazione. Magari fanno solo dei conti, magari ci vogliono bene. Vogliono solo comprare le nostre borsette di Prada ed essere felici. E noi venderle, ed essere felici pure noi.
Forse si, forse no.
Oggi ha piovuto tutto il giorno...

The Bank of China Tower. Hong Kong. Photographed by Giorgio Serinelli.

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3 commenti:

Simone Lezzi ha detto...

E' essattamente quello che ho pensato dopo il primo mese a Shanghai. Esistiamo in asia solo con il grande marketing chiamato Italia, nulla più.

Gautier Pellegrin ha detto...

come loro, chi esistano solo come cliche per i italiani. no?

Gian Pietro D'Aiuto ha detto...

Chissà perché quei grattacieli mi rimandano alla performance di quel ragazzo con gli specchi di cui a tre post fa.
Forse è vro che là, al 60mo piano si decidono i destini dell'economia mondiale ma - mi chiedo - vale davvero la pena vivere così?
L'economia oggi - ma forse è così da sempre solo che erano in pochi a saperlo - comanda non solo le politiche degli stati ma anche la società. Mi chiedo dove stiamo andando e se, da qualche parte, ci sia rimasto del "vero" come quei ragazzi della periferia di Pioltello di tanti anni fa...