Bela Borsodi. The human face of still-life. A very welcomed new post from Matteo Oriani, editor at large.

E' dura la vita dello “stillaifista” (fotografo di oggetti) ma anche comoda.
Dura.
Spesso si rimane fuori delle grandi produzioni.
Non ci sono modelle, modelli, attori, attrici, personaggi dello spettacolo.
Niente parrucchieri, truccatori, gente divertente e stimolante.
Si passano ore in uno studio buio. Vita professionale abbastanza solitaria.
Ci si ritrova spesso a “parlare” con gli oggetti e a cavare un'anima fuori da essi.
Si fa quel che si può e, di solito, non si diventa famosi.
Comoda.
Per tutti i motivi di cui sopra.

Bela Borsodi è, principalmente, un fotografo stillaifista.

Qui sotto due immagini realizzate per la campagna pubblicitaria di un sito tedesco per la vendita di vestiti:





Bela Borsodi usa i vestiti per creare caricature fisiognomiche.
Nascono personaggi allegri, carichi di umorismo.
Sono molto simpatici. Prodotti e figli della fantasia, amici immaginari.
Con gli oggetti più disparati, vestiti, accessori, mobili, Borsodi costruisce delle presenze che raccontano una storiella.

Antropoformizza diversi tipi di oggetti, accessori di moda, attraverso posture e atteggiamenti.

In questo caso gli oggetti non mutano la loro forma per diventare qualcos'altro, ma la loro stessa forma assume sembianze umane con l'abile aggiunta di oggetti di uso comune o applicando parti anatomiche caricaturali (nasi, bocche e occhi)



Molto divertente la scena del fotografo che mette in posa scarpe e guanti.
O un'allegra combriccola che se la 'conta su fumando.



Sembra proprio che queste scarpe si divertano! Da notare anche le faccine delle prese elettriche.

Non c'entra tanto la materia o gli oggetti con cui Borsodi compone i suoi personaggi.
Tutto può servire a costruire i protagonisti delle sue composizioni:



Questa è incredibile.
Osservate l'annullamento della prospettiva: un effetto ottico sorprendente.
Basta variare di poco il punto di vista e la scena ha tutto un altro significato, anzi lo perde completamente:



Potrebbe essere la rappresentazione di un pensiero filosofico: nulla è come appare e basta variare di poco il proprio punto di vista per stravolgere le realtà.

Apprezzo molto questo atteggiamento allegro, simpatico e sdrammatizzante in un mondo pieno di conflitti, crisi economiche e sociali.
In un mondo in cui gli oggetti diventano feticci da idolatrare e la gente fa carte false per accaparrarsi il prodotto alla moda.
Quello di Bela Borsodi è un atteggiamento leggero ma colto, consapevole, che mi ricorda quello di Alessandro Mendini, un maestro del design e dell'architettura che ama creare oggetti che interagiscono tra di loro e con noi.
Le sue creazioni hanno una presenza, uno spirito.
Famosi i suoi oggetti antropomorfi, come il cavatappi "Anna G" prodotto da Alessi



O il vaso Giotto, prodotto per Venini



Che sembra il fratello di questa deliziosa ragazza scattata da Bela Borsodi



Molto divertenti anche le rappresentazioni di animali





L'uso della luce assume qui un valore fondamentale per la riuscita delle immagini.

Gli amici che hanno fatto il liceo classico mi dicono che “fotografare” deriva dal greco e significa "scrivere con la luce".
Bene, guardate la rana e la chiocciola: c'è un uso magistrale della luce proprio in questo senso: Le pieghe dei vestiti proiettano ombre che disegnano loro stesse la fisionomia e i tratti somatici.
Proprio come fanno i maestri della pittura con il chiaro/scuro.
La rana non sarebbe una rana se le ombre generate dalle pieghe del golf non ne disegnassero l'occhio e la bocca, per di più conferendogli un'espressione arrabbiata.

Molto interssante anche l'uso del "poliplat" o "carton plume" (pannello di schiuma di poliuretano racchiuso in due strati di cartoncino bianco) per costruire la coroncina della rana e il guscio della chiocciola.

Si vede che gli elementi sono stati realizzati con una notevole capacità manuale, ma con la volontà di mantenere un aspetto “giocoso” e naif, come potrebbe fare un genitore a casa con i figli.
Quasi disarmante nella sua semplicità.

Qui sotto, ancora animali popolano il mondo fantastico di Borsodi, questa volta nel loro ambiente naturale



L'alce, con le corna fatte di cravatte (geniale) e il cigno nel suo laghetto:



Uno straordinario punto di vista che racchiude in sé molti aspetti espressivi: cultura, ironia, fantasia, manualità e mestiere.

Matteo Oriani.
Editor at large, The blog behind the images.

Matteo Oriani è un fotografo.
Colto ed acuto osservatore delle immagini e delle menti che le producono.
Insieme a Raffaele Origone forma il duo professionale Oriani-Origone.
Nelle loro foto danno vita ad oggetti altrimenti inanimati.


Da vedere assolutamente/ To know more about Bela Borsodi:

http://www.belaborsodi.com

Click on the pictures to enlarge.











2 commenti:

Sebastian Bertoli Post Production ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Sebastian ha detto...

Nice one! :-)