Just kids
























Patti Smith e Robert Mapplethorpe.

Credevano in loro stessi e nella loro arte.
Ci credevano totalmente, ci hanno creduto sempre, anche quando erano i soli a farlo.
Non si sono arresi mai.
Avrebbero trovato la strada, il loro modo, unico, inconfondibile, di esprimersi.
Si sono amati di un amore che superava ogni idea preconcetta, ogni formula, e ogni aspettativa.
Si sono amati per sempre, adattando il loro sentimento al divenire delle loro identità.
Hanno amato l’arte dell’altro come la propria, forse anche di più.
Hanno percorso tutte le strade, battuto ogni angolo di New york e ogni recesso della loro anima per riconoscersi pienamente in loro stessi.
Hanno frequentato tutti i posti, quelli "giusti" e quelli terribilmente sbagliati.
Insieme hanno condiviso e inventato, creato, dipinto, scritto, fotografato, recitato, cantato, suonato, disegnato.
Hanno fatto, letteralmente, la fame, hanno dormito per strada, ma hanno sempre abitato loro stessi.

"L'ultima immagine di lui fu come la prima. Un giovane che dormiva ammantato di luce, che riapriva gli occhi col sorriso di chi aveva riconosciuto colei che mai gli era stata sconosciuta."

Mamma mia che storia questa. Quante lacrime ho versato alla fine.

Da sempre dico: "nei miei workshop non insegno fotografia, ma, attraverso la fotografia, promuovo l’unica vera necessità di ogni artista: accettare completamente se stesso".

Ecco, finalmente ho trovato il mio libro di testo.

Qui dentro, insieme a tante storie e immagini, c’è tutto quello che bisogna assorbire.
C’è indicata una strada che tutti possiamo fare.
Just kids è liberatorio.

Un libro che ti fa venire una voglia matta di creare, di sperimentare, di amare.

Patti Smith
Just kids
Feltrinelli, 293 pages, 19,00 Euro

English translation:

They believed in themselves and in their art.
They did it deeply and restlessly, even when they were the only ones. And never gave up.
They would find the way, their own way, that unique and unmistakable expression.
They loved each other with a love that went far beyond any preconceived idea, formula and expectation.
They cherished each other forever, adapting their feelings to the evolution of their identities.
They loved each other’s art as their own, maybe even more.
They walked all the streets, explored every corner of New York and every recess of their souls to fully acknowledge themselves.
They hung out in all places, the "cool" ones and the terribly wrong ones.
Together they shared and invented, created, painted, wrote, photographed, acted, sang, played, drew.
They literally starved, slept in the streets, but always lived within themselves.

"The last image of him was like the first. A young man sleeping wrapped in light, who opened his eyes with the smile of one who had recognized the woman he had always known."

My goodness, what a story. How many tears I shed at the end.

I always say: "In my workshops I don’t teach photography, but, through photography, I promote the only real need of an artist: to completely accept himself."

Well, I finally found my textbook.

Here, together with many stories and images, there is everything you need to assimilate.
It’s being shown a path that everyone can walk.
“Just kids” is liberating.

A book that makes you eager to create, to experience, to love.

Translation by Francesca Stella.


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3 commenti:

raffaele ha detto...

un libro bellissimo, letto e riletto.

Domenico Mirigliano ha detto...

Pazzesco, e` da settimane che ho questo tarlo in testa. Non ho piu` scuse devo correre in libreria :)

pattafotografia ha detto...

io l'ho comprato in lingua originale, giusto per gustarlo al naturale....