Let's the images talk: "The Walkers" for COLLECTIBLE DRY magazine
















































































Bonus track inediti:







Collectible DRY magazine

Photographed by Toni Thorimbert
Styled by Michela Guasco

Makeup: Claudia Marchetti
Chiara Guizzetti

Hair: Ana Rodriguez Laguna

Casting: Caterina Matteucci

Fashion assistants: Leonardo Persico
Martina Denti

Models: Andrea Silenzi
Loic Williams
Artur Avramchuck
Leticia Lacerda
Elettra Cinti
Noemi Ercoliani

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La ragazzina.

Per me è sempre stata "la ragazzina".



Oggi, 43 anni dopo, ha un nome: Giovannina.











Oggi è una giornata bellissima.

Scattata alla Palazzina Liberty nel 1974, il giorno della vittoria dei NO al referendum sull'abrogazione della legge sul divorzio, questa foto è stata prima pubblicata da Lotta Continua e poi nel tempo in tanti altri giornali ed esposta varie altre mostre e occasioni.
Complice qualche trasloco dello studio, è uno dei pochissimi negativi, forse l'unico, che ho perso nella mia carriera. Ho salvato solo una stampa originale 18X24cm e alcuni provini ingranditi.

Qui sotto la sequenza completa dello scatto:



In questa foto di Giovanna Calvenzi, invece, ci sono io, sulla destra, con i capelli lunghi e la Nikon con il 135mm, pochi istanti prima di scattare la foto. All'estrema sinistra, invece si intravede Dario Fo, al microfono.



La mia tessera di fotografo di Lotta Continua.



"Quel giorno alla Palazzina ero molto felice"
mi scrive Giovannina.

Non credo ci sia da aggiungere molto.

Grazie Giovannina di quella tua felicità: ha illuminato un pezzo importante della mia vita e quella di tanti altri compagni, in anni in cui tutto questo significava tanto.

Questa piccola storia e parte di queste fotografie sono esposte in questi giorni a Brescia in questa mostra:




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Antoine D'Agata




Tuoni, fulmini e saette a Pietrasanta per il talk (all'aperto!) di Antoine D'Agata, un artista che ha fatto della vulnerabilità la sua forza, un uomo inquieto, dubbioso, ma anche capace di affermazioni implacabili. Uno che sta con Magnum, agenzia che descrive con malcelato disappunto come un'elite di fotografi dediti ad una pratica, il fotogiornalismo, di cui lui non condivide affatto la missione e i compromessi.
Un esteta, un intellettuale imprigionato dentro al corpo di un marsigliese turbato dalla vita.
Un uomo buono che parla di violenza, con una voce che sembra venire dal fondo di un pozzo.

Inspirante.

La Bottega
Marina di Pietrasanta

"I caffè dei Maledetti fotografi", stagione 2017
con Toni Thorimbert, Jacopo Benassi e Antoine D'Agata

Grazie a Enrico Ratto e Serena Del Soldato

Top: TT e Antoine D'Agata photographed by Enrico Ratto

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Gianni Versace



Gianni, Milano, 1989.

Difficile immaginare due persone più diverse, tra me e Gianni Versace, ma avevo - e ho - per lui una sconfinata ammirazione.
Era un uomo carismatico e geniale, e lavorare con lui, e per lui, è sempre stato per me fonte di grandi angosce perché mai avrei voluto deludere la stima che dimostrava verso il mio lavoro.
Tutto con lui succedeva in modo molto veloce e istintivo: era vulcanico, un catalizzatore immediato di eventi ed emozioni e quando, dopo le foto lasciava il set, mi ritrovavo li, con la mia Rollei in mano, esausto e svuotato.
Avevo messo tutto quello che avevo per essere all'altezza del privilegio di condividere, e cogliere, un sessantesimo di secondo della sua vita.

Oggi, 15 Luglio 2017, a vent'anni dalla sua scomparsa.



From the archive, a never published before images from a sitting for Air France Madame.

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Rimini, Italia.



Ho una lunga storia d'amore, con Rimini.

Ci sono stato in tutte le salse: Intossicato di LSD a dormire sotto i mosconi in spiaggia negli anni settanta, ossequiosamente accolto dal direttore del Grand'Hotel negli anni ottanta.

Il mare fa abbastanza schifo. E' vero.
La piadina è buona veramente solo in un posto. C'è un casino di gente, sempre.
Il traffico è come a Milano, anzi, molto peggio.
Rimini è provinciale, piccola e pure borghesuccia.
Però invece, quando ci vai e la vivi davvero scopri che è tanta roba.

L'energia delle persone fa la differenza.
Ci sono posti a Rimini, con un "edge" situazionista che nemmeno a New York negli anni '90.

Ma insomma, chi già conosce Rimini, un'entità territoriale vasta e dai confini indefiniti che trova posto tra collina, mare, centro storico, via Emilia, piste di "Go-kart", centri commerciali, "Italia in miniatura" e quant'altro, lo sa: la ama o - eventualmente - la odia, chi invece non la conosce avrà quest'estate un accesso privilegiato a tutta la faccenda grazie ad un'iniziativa molto figa di Chico de Luigi e delle sue CAMERECHIARE: casa, cucina, laboratorio creativo, biblioteca e luogo di adozione di tutti quelli che amano la fotografia in quel di Rimini, un "summer camp" dedicato a mettere le basi di un progetto molto ambizioso ma, io credo, necessario: scavare le fondamenta per costruire l'immagine contemporanea di questo luogo caleidoscopico.
Ci saranno, udite udite!!, Jacopo Benassi, Chico de Luigi ovviamente, Settimio da cui ci aspettiamo un'adesione definitiva, ci sarà Stefania Molteni, photo editor, curatrice e art director, e Toni Thorimbert, cioè io, dal 9 al 13 Agosto e quindi nel momento assolutamente "clou" della stagione a mettere le basi di questa avventura volutamente trasversale e fluida sia nelle sue promesse che nei suoi potenziali "output": diventerà un libro? una mostra? starà sul Web o sulla carta? chi saranno i prossimi autori e i loro prossimi soggetti? vedremo...Lo scopo adesso è quello di lasciare una traccia fotografica del nostro passaggio, depositare il nostro sguardo su questa esperienza.

Ad oggi c'è posto per altre 6 persone a cui promettiamo una "full immersion" fotografica nella "movida" riminese e un'esperienza fotografica destinata a diventare un momento importante nella cultura fotografica e nella documentazione di un territorio.

Per saperne di più scrivete a: camerechiare@gmail.com

oppure cliccate su:
http://www.camerechiare.it/2017/06/09/913-08-2017-camerechiare-summer-photo-workshop/

La foto è di Chico De Luigi.


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Una strada per Demetrio




Una strada per Demetrio Stratos a Milano.
Bello.
Giusto.
Mi piace.
Mi piaceva anche molto lui, super super carismatico, un omone con 'sta voce da paura.
Il mio capo, Fabio Simion, faceva le foto per le copertine dei loro dischi con quel genio di art director che era Gianni Sassi.
Demetrio, Gianni, gli Area era gente pazzesca, erano proprio rockstar dentro, erano un concentrato di energia esplosiva.
Erano come dei matti.
Mi ricordo un concerto in Statale di musica sperimentale con pianoforte modificato. Si passavano dei bigliettini con delle parole e poi suonavano il senso profondo di queste parole.
Io stampavo in camera oscura.
In Corso 22 Marzo la polizia uccideva uno dei nostri schiacciandolo con un camion. C'è una lapide adesso. Aldo Bonasia fotografava il suo cervello sull'asfalto con un celerino che gli faceva la guardia.
I fascisti erano inespugnabili in una via stretta senza uscita.

Demetrio Stratos, Università Statale, Milano, 1979.
Photographed by Toni Thorimbert

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Valentina Belle'


Such a beauty you are, Valentina!
Warm, easy, funny, intense.

It was a privilege to have you around, to meet your glance through my lenses.



Some images from the backstage, shot by Claudio Cazzara




Style magazine

Valentina Bellè

Styled by Daniela Stopponi
Photographed by Toni Thorimbert

Hair and makeup by Karin Borromeo

Backstage photographed by Claudio Cazzara

Digital service: D4U Walter Besola.

Thanks to Roberto Bisesti.

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