"Riders" magazine: Photographed by Carlo Furgeri Gilbert and written by Luca Delli Carri, the story on how I finally scratched the slider on track.





Ottobre 2008
C'è sempre una prima volta, per tutto.
E’ vero che la prima volta non si scorda mai.
E’ anche noto che la “prima volta” è difficile, proprio perché “non sai”, e perché l’ansia da prestazione tende a fregarti.
Su "Riders" di Ottobre si racconta la prima volta del mio ginocchio motociclistico messo giù a strisciare l'asfalto in curva.
Un rito iniziatico di cui la profondità e l’ampiezza dei significati può essere apprezzata pienamente solo, appunto, dagli iniziati, e che come tutte le cose spaventose, una volta fatta, puoi fare finta che non era poi granchè.

In ogni caso, il “pezzo” di Luca Delli Carri e le foto di Carlo Furgeri Gilbert meritano e raccontano molto bene di come il Paolo “Bleu” Bergamaschi, nel ruolo dello sciamano in tuta nera, in sella ad una Ducati 1000 rosso fuoco, mi ha portato, giro dopo giro, metro dopo metro, a prendere abbastanza fiducia in me stesso e nelle gomme, tanto che, sudando ogni centimetro, sono riuscito a piegare il mio Yamaha TRX 850 fino al fatidico “tsssst” della saponetta.
Ancora un po’ e facevamo notte: onore alla sua pazienza, e a quella di tutti quelli che, per amore o per forza erano lì…



Da sinistra: Simone con la sua R6, Andrea, Ducati 1098S, Paolo Bergamaschi, T.T, Matteo Vallè, Suzuki GSXR600 e Alessio con la sua Ducati 996.

Qui sotto, tratto dall'articolo di Riders, qualche momento saliente in veloce sintesi... ma la storia non è così semplice....








Grazie a Roberto Ungaro, il direttore: senza di lui tutto questo non sarebbe successo.
Grazie a Paolo Bergamaschi, che mi piaceva già molto e che ora è un amico, a Luca Delli Carri, che proprio in quei giorni finiva di scrivere un libro sul coraggio (presumibilmente quello vero...).



A Carlo Furgeri Gilbert, qui con me nella foto, che per mia sfortuna non è più un mio assistente (come invece afferma una dida dell’articolo) ma che fortunatamente ha fatto le foto di questo viaggio.

Grazie a Vittorio Cafaggi, di Dainese, per la generosità.

Grazie a Ivan, ”Rookiedesigns”, che mi ha disegnato un "Arai" veramente figo (e pure in tempo per le foto).





A Simone e Alessio che hanno pensato, preparato, immaginato, smontato, rimontato la moto che amo.



A Matteo Vallè che parla piano ma va davvero forte e che alla fine c’è sempre.

Grazie a mia moglie Sonia, che nonostante il suo terrore per tutto quello che si muove su ruote più veloce, che so, di un cinquantino, mi permette tutto questo.

Per saperne di più:
www.riders-online.it
www.dainese.com
www.rookiedesigns.com
www.autodromosardegna.net

Click on the pictures to enlarge.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

toni sei una persona che vale veramente.
fatti e non pugnette!!
ivan ci teneva una cifra
un suo collega

anina.net ha detto...

wow! go carloooo!!!

Matteo Oriani ha detto...

Caro Toni,
Bella la tua passione per le (La) moto.
Allora mi è venuta in mente una bellissima mostra di Antonio Ligabue a Milano a Palazzo Reale. Lui aveva una affinità fuori dal comune con la natura e gli animali. I suoi dipinti di animali esotici o padani domestici hanno una potenza inaudita. Si vede così bene quella sensibilità, quella passione per un mondo a volte familiare a volte sconosciuto, comunque da esplorare. E aveva anche una grande passione per la sua moto, una Guzzi rossa. Se non l'hai ancora vista (la mostra) vai a vederla. Hai tempo fino al 4 novembre.
Baci,
Matteo.

Stefano Riva ha detto...

Ragazzi che moto!!! Devo dire che mica scherzi, pieghi da paura!!!
A presto