The interview: Gianluca Guaitoli, the talented hairdresser, talks about the way he works, the people he loves, and how Jesus is -always- on his side.



Puoi raccontarci le tappe salienti del tuo percorso professionale?

Nel 1996 studiavo... ingegneria informatica e mi annoiavo molto, anche perché' il mio interesse era la psicologia… Comunque, abbastanza casualmente, andai con un’amica alle sfilate, a Milano.
Visto dalla provincia tutto mi sembrava irraggiungibile e importante: La grande città', le modelle famose, i bei vestiti… Mi preparai a quell'evento con grande impegno: comprai una camicia di Versace, pantaloni di Kenzo…Insomma partii convinto di "poterci stare"… ma arrivato lì mi resi conto che tutti erano ben diversi… pensandoci oggi, credetemi, ero ridicolo… fuori da me stesso totalmente!
La sfilata era con tutte le top di allora: Claudia, Naomi, Eva… riuscimmo a passare nel backstage, non vedevo nemmeno realmente cosa succedeva, ma colori e musica, tanta gente... Ancora oggi non posso trovare le parole: E' come se quel mondo mi avesse cercato dicendomi: lavorare e' passione, divertimento, se veramente fai ciò' che senti!
Tornai a casa, a Carpi, con la sensazione che qualcosa dentro di me si fosse rivelato! Iniziai a pensare a come sarebbe stato fare il parrucchiere in quel mondo… Viaggi, belle donne, gente importante e la possibilità' di diventare famoso… Dovevo farlo!
Mia madre accolse l'idea con entusiasmo… mio padre... molto meno! ( Oggi pero' penso si sia ricreduto… )
Le tecniche basilari le imparai alla “Palmer”, una scuola di Bologna. Il direttore, il signor Giusti, mi diceva sempre: “ fai di testa tua, non attaccare l’asino dove vuole il padrone!”
Poi iniziai a lavorare con alcuni fotografi della zona di Modena. Si facevano cataloghi, ricordo il primo: Intimo. Avevo visto sui giornali i backstage delle sfilate e le modelle con questi grandi bigodini in testa, così' pensai – “li metto anch'io…” Mi sentivo troppo giusto!
Peccato che li misi senza lavorare abbastanza i capelli e quando li tolsi venne fuori... uno schifo!
Questo fu il mio debutto sui set fotografici…
Di questi anni potrei raccontare molte cose, tantissimi incontri importanti, ma bisognerebbe scrivere un libro.
Ci sono diverse persone cui devo molto per la mia crescita professionale ed umana. Alessandro Squarza, il primo grande parrucchiere a cui ho fatto da assistente. Con lui ho iniziato a capire cosa significa “fare i capelli” nella moda, Marianna Maffi di “Victoria’s” che nonostante il mio book di allora non fosse proprio eccelso, mi diede fiducia, Francesco Pesenti, grandissimo truccatore, che mi ha aiutato a capire come questo sia un lavoro, e un mondo, illusorio, che ti corteggia facendoti pensare di "essere qualcuno", ma poi ti abbandona, perchè sedotto da qualcosa che in realtà non esiste. Un dono preziosissimo per rimanere attaccato alla realtà'!
Silvia Meneguzzo, che un giorno, a Stoccolma, mi disse: "se vuoi fare i capelli al livello che cerchi, devi dimenticarti che fai i capelli."
Ancora oggi questa frase rappresenta l’anima del mio lavoro.



E poi, la tappa più importante, che voglio ricordare anche se è un argomento delicato e rischioso, ma non posso tacerla: L'incontro profondo con Gesu'Cristo che mi ha permesso di “perdere il controllo” su tutto, anche sul lavoro, e di ritrovare ciò' che solo Importa: L'Amore. Quello rivolto a tutti con occhi tersi e liberi, quello che ti permette di trasformare tutto in Vero incontro e ricordare tutti in quella dimensione “Altra” della quale tanti hanno nostalgia.
E' un argomento complesso che richiederebbe tempo e parole consone, ma ho voluto citarlo perche', anche praticamente, ha un influsso decisivo sul mio modo di lavorare. E' come lavorare a "quattro" mani, col cuore nel cuore…
Ha detto Giovanni Paolo II nella lettera agli artisti: "Solo voi artisti potete comprendere più' da vicino quel mistero che e' l'idea… quel sentire dentro qualcosa che non si può' spiegare,ma che diventa forma…".
Lavorare in questa dimensione condivisa e Accompagnata e' formidabile e liberante… l'incontro con tante sensibilità' umane, fonti di sempre nuove energie e conoscenze…
Termino con una frase di Balthus, ricercatore della bellezza vera: " solamente Dio crea, io lavoro".




Nell’ambito del tuo ruolo, come descriveresti le differenze tra la fotografia editoriale e quella pubblicitaria ?


Cerco sempre di avere un approccio alla fotografia e basta, senza pensare se è un editoriale o una pubblicità, ma in verità le differenze sono sostanziali.
Tutto il mio lavoro e' impostato sulla “decostruzione” di forme classiche e questo nell'ambito pubblicitario e' spesso fuori dal linguaggio corrente, perciò' devo adattare il gusto ad un pensiero più' delicatamente indirizzato.



Puoi raccontarci quale ritieni sia il tua parte sul set?

Qui sono costretto a citarti. Quando lavoriamo insieme dici sempre: “ Gianluca e' qui, ma non è molto chiaro il perché' ...di solito non fa nulla"…
In effetti, quando collaboro ad un servizio redazionale, la prima ora e' buio totale, assenza; che dire… come se tutto fosse nascosto!
Incontro le persone con le quali devo lavorare e dentro di me penso:" che faccio?" bho!” Poi bevo un caffè', guardo il viso della modella… i vestiti.. e dentro inizia a succedere qualcosa che pero' subito mi porta un po' lontano; lascio che la sensazione si raffini dentro me… tocco i capelli e mi fermo ancora un po'… con qualcosa pero' di appena più' chiaro… ho bisogno di silenzio!
Poi, forse qualcuno vuole aver più' notizie sul perché' sono li' e mi chiede - “tu che faresti?” - Allora cerco di esprimere quella sensazione che ancora si sta formando dentro me tenendo sempre aperta la porta del dubbio e dell' incompleto ( mi piace molto pensare il lavoro vicino alla filosofia Wabi ).
Chissà' cosa dovra' veramente succedere?
Desidero che la mia parte sul set sia all’apparenza marginale ma totalmente presente per la completezza dell'immagine.
In fondo la fotografia senza tempo e' fatta di errori straordinari e un po' cercati… Ecco, io cerco gli errori, sempre!




Raccontaci il tuo rapporto con la donna, con la modella o con il personaggio.


La modella e' la tela dove poter muovere forme, dove i gesti possono provocare la bellezza. E’ un rapporto molto estetico che pero' tiene sempre conto della personalità' di chi è con me in quel momento… quello che faccio deve sempre essere possibile ed elegante, anche se assurdo!
Con i “personaggi” cerco innanzitutto di capire chi ho davanti. Cerco un dialogo che coinvolga poco i capelli e tanto la persona… solo così' posso trovare la “forma”, che, anche se sarà sottomessa ad uno stile fotografico o di moda, sarà' rispettosa della personalità' e quindi realistica.



In quale percentuale pensi che il parrucchiere influisca sulla riuscita di una immagine fotografica di moda?


Sicuramente i capelli sono fondamentali in una foto di moda.
Nel caso l'immagine non sia "potente", un bravo parrucchiere può' certamente farla diventare, ma questo dipende anche dalle capacita' del fotografo, del fashion editor, della modella e del truccatore … quando tutto e' armonico, si lavora insieme sull'istante, ed ognuno capisce esattamente cosa sta succedendo, perciò' parlare di percentuale e' difficile, ma si può' dire che l'essere presente nell' istante vale molto!

Quali sono le tue fonti di ispirazione?

La mia principale fonte d'ispirazione e' il Silenzio.
Quando vive in me riesco a vedere, e così' tutto il mondo diventa ulteriore fonte d'ispirazione: La strada, i films, la pittura e i libri di ogni genere, gli amici, i fiori, la musica… insomma tutto mi aiuta, ma solo se rimango nella contemplazione!

C’è un’ambizione che speri di realizzare in un prossimo futuro?


Rimanere staccato dalle cose. Viverle, ma liberamente, e magari sviluppare un linguaggio poetico più' personale di quello che uso ora… Sperando di capire sempre meglio quel Progetto Unico, che mi aiuterà' ad essere sempre più' vicino al centro di me stesso e a realizzare i sogni del cuore che ancora non conosco…

Permettimi, alla fine di questa intervista di ringraziarti per avermela proposta, di ringraziare tutte le persone che in questi anni mi sono state vicine e mi hanno sostenuto nel mio lavoro, dedicarla ad una persona speciale, che capirà' leggendo questo post, e anche dedicarla ai miei genitori che hanno sempre creduto in me, soprattutto quando non ci hanno capito nulla… Grazie di cuore!



Gianluca.

Gianluca Guaitoli
is represented in Italy by
Victoria's


All pictures: Hair by Gianluca Guaitoli
All pictures: Toni Thorimbert for Io Donna magazine
All pictures styled by Silvia Meneguzzo


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7 commenti:

settimio ha detto...

bellissimo

Anonimo ha detto...

Bellissima intervista, complimenti!
Claudia

moscanna@tin.it ha detto...

Interessante, bravo... Gianluca dovrò conoscerlo, abbiamo almeno un paio di cose importanti in comune ;-)... A presto!

maurizio melozzi ha detto...

....supremo !!!

Anonimo ha detto...

Gianluca: mi piaci !

Stelassa ha detto...

puteeenza!!! :)

Anna ha detto...

Bravo Gianluca !