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Inspirations



Questa è per palati fini.

Ero a Nizza in questi giorni scorsi.
Scattavo due servizi di moda per Io Donna.
Finito il primo in due giorni: 22 pagine high fashion.
Con la stessa modella dovevo iniziare il secondo.
18 pagine di costumi mixati con dettagli sport.

Mi rimangono un paio di ore di luce.
Facciamo qualche prova: un disastro.
Luce sbagliata, location sbagliata, trucco sbagliato, styling sballato, capelli bho.

Non è facile resettare la testa.

Basta per oggi. Andiamo a cena. Andiamo a dormire.

La mattina dopo guardo il tempo fuori dalla finestra dell'hotel.
Coperto. Freschino.
Apro il telefono, scorro la posta e Instagram.
Vedo questa foto di Nick Knight. Un ritratto a Craig Mc Dean.
E capisco tutto.

Capisco l'atteggiamento.
Quella faccia, quel modo di tenere le spalle. Capisco perfino il cappello.

Mi metto quella faccia lì ed esco: Pulmino, nuova location, tutto nuovo.

Tutto funziona.

Alle 16 avevamo già fatto 16 foto.

Thanks Nick.

Above: Craig Mc Dean photographed by Nick Knight for Instagram.

Click on the picture to enlarge.

Inspirations, part three

Mi ispirano le immagini che mi rendono più libero, che mi aprono porte, mi autorizzano possibiltà. Immagini molto semplici o altre più rischiose, cose molto diverse da me.
Ma mi ispirano anche le immagini che mi confermano atteggiamenti e cose che già sapevo, che stabiliscono con me complicità che mi rafforzano.
In questo post, alcune immagini, e commenti, su pagine strappate dai giornali che mi hanno ispirato nel mio lavoro e nelle mie riflessioni sul linguaggio e sulle dinamiche produttive della moda, del ritratto e della pubblicità.




Tim Walker per Love magazine.
Ecco, io qua rimango davvero basito.
Consiglio vivamente di dare un occhio alla storia completa a questo link:
http://lylybye.blogspot.it/2013/07/atlas-lion-tim-walker-love-magazine-10.html
Walker mi sembra in un momento magico.
Da guardare anche quest'altra storia, molto più "dark" - con Kristen McMenamy - al link qui sotto:
http://fashionslop.com/2012/02/08/love-magazine-issue-7-kristen-mcmenamy-by-tim-walker/
Ispirante, ma sopratutto ispirato.



Va bene, lei è Maria Carla Boscono, è bellissima, e questo fa.
Però, a ben vedere, la foto è strana, surreale, nonostante il flash diretto e l'inquadratura immediata voglia farcela passare come una foto "realista". Ma la geometria delle sue gambe è forzata. E il canino, lì in terra...
Quello che ai miei occhi la rende interessante è proprio il suo stare sul confine, in bilico tra due linguaggi, così come lei sta in bilico sul bordo del letto.



Mi cattura.
Un accrocchio di immagini. Bianco e nero + colore. La bambina col gatto, in quella posa assurda.
Loro punk dentro.
Però la trovo - pazzamente - armonica.
Un equilibrio instabile, pronto a sfuggire, a liberarsi dal guinzaglio delle cose già viste, confezionate "come si deve", prevedibili.



Accostamento mio, arbitrario, da due giornali, servizi e fotografi diversi.
Forse gli uomini sono più belli così. Devo ricordarmi di dargli più mistero.
Coglierli tra un gesto ed un altro, celare il loro sguardo.
Mi sembra che diventano più intriganti, misteriosi.
Meno scontati, nonostante il chiodo di pelle e i baffoni.





Jurgen Teller per Marc Jacobs.
La saga continua, il livello è sempre altissimo.
Quello che mi piace e mi ispira di queste ( e di altre ) immagini di Teller è che nelle sue foto di moda, e, ancor più difficile, nelle sue campagne pubblicitarie, i vestiti non sembrano mai messi lì apposta per fare la foto. Non rubano la scena, sono parte integrante, naturale, della scena.
Teller presenta la vita - e la moda - come gesto, atteggiamento.
Anche le situazioni più assurde, o misteriose (che cazzo ci fa la tipa sdraiata-seduta sugli specchi?) diventano performance, istantanee da un mondo di cui vorresti fare assolutamente parte.
Aspirazionale.

Qui sotto un link molto utile per vedere tutto, o quasi, il lavoro di Teller:
http://juergenteller.tumblr.com/



Un'altro gioco di specchi. Questo, che dovrebbe essere più credibile, è invece dichiaratamente finto.
E' uno stage. E' proprio una foto di moda. Un classico rivisitato in versione algidamente impeccabile.
Forse è attraente proprio perchè artificiale, quindi irraggiungibile. Forse è attraente perchè Helmut mi manca tanto.
Gambe nude che rendono il vestito ancora più protagonista.
Di Katja Rahlwes per Vionnet.
Altre immagini a questo link:
http://fashnberry.com/old/campaigns/malgosia-bela-by-katja-rahlwes-for-vionnet-fallwinter-20132014-campaign/



Io trovo che la fotografia di still-life ha un potere evocativo straordinario.
Qui mi piace il contrasto tra gli oggetti quotidiani disposti con sapiente casualità e la grande qualità dell'immagine.
Mi ricorda certe scene d'inizio di films, quando scorrono i crediti e la cinepresa carrella lentamente lungo spazi, luoghi e oggetti che raccontano per frammenti - ed in anteprima - la personalità di personaggi che dobbiamo ancora incontrare.
E poi, questa luce in particolare, mi riporta, con vivida memoria sensoriale, a certe mattine, quando ti sei alzato all'alba e sei in un albergo, lussuoso ma totalmente anonimo, e stai per andare all'aereoporto, probabilmente per fare il lungo viaggio che ti riporta a casa.



Molti fashion-editor con cui parlo dicono che è meglio come fotografo che come stilista.

Hedi Slimane per Saint Laurent.

Io però esplorerei, assolutamente e con calma: http://www.ysl.com/us

Super-cool.



Sonia Rikiel + Jill Sander
Puoi solo ringraziare.
Questa roba è il lusso.
Perchè non c'è motivo, oggi, di fare delle cose così belle.
Eppure le fanno, e ti fanno continuare ad avere voglia di fare questo lavoro.



American Apparel: è facile, è sexy, è semplice: Le ragazze della porta accanto.
Queste sono fotografie che, quando cammini per strada, letteralmente ti spingono dentro ai loro negozi.
Non puoi resistere.

Inspirations, part three.
Pages from magazines and advertising campaigns shot by various photographers and artists.


To be linked with the past two chapters:
http://www.tonithorimbert.blogspot.it/search/label/Inspirations

Click on the pictures to enlarge.






Inspirations, part two.

Mi ispirano le immagini che mi rendono più libero, che mi aprono porte, mi autorizzano possibiltà. Immagini molto semplici, altre più rischiose, cose molto diverse da me.
Ma mi ispirano anche le immagini che mi confermano atteggiamenti e cose che già sapevo, che stabiliscono con me complicità che mi rafforzano.
In questo post, alcune immagini, e commenti, su pagine strappate dai giornali che mi hanno ispirato nel mio lavoro e nelle mie riflessioni sul linguaggio e sulle dinamiche produttive della moda, del ritratto e della pubblicità.


Queste due immagini qui sotto sono ispirazioni "alla rovescia".



Cioè mi piacciono e mi ispirano proprio perchè faccio da sempre molte foto in camera-car.
Mi piace fotografare in movimento, e il camera-car, (più spesso io uso il camera-moto) è divertente ed emozionante da fare.

La prima foto è di Elaine Constantine.
A proposito di movimento vi consiglio caldamente il suo sito, cliccando qui

Comunque, a riprova, qui sotto due mie fotografie scattate in camera-car per Details Usa, circa 1996
Questa qui sotto a Pantelleria. Alla guida del terzo "Ciao" Walter Besola, oggi affermato consulente digitale.



Qui sotto invece a Cambria, North California. Scattata da un pick-up come quello della foto di Elaine.



Qui sotto. Campagna Dior Homme. Sempre a proposito di movimento.
Niente di nuovo magari, ma la scenografia è interessante e quel salto, in quel contesto, mi ha spiazzato.



Altro salto, altra bella pagina che si fa notare.
Strano che hanno solo i calzini. ma forse lo "speciale" della foto è proprio lì.
Dance-oriented.



Andrea Spotorno sempre bravo.
L'azione di questa foto - per una campagna "Energie" - è probabilmente stata ripetuta e scattata molte volte perchè venisse così, come se fosse uno scatto solo, rubato.
Però sembra vero, anzi magari lo è, chissà.
Non troppo giusta, non troppo sbagliata. Come dev'essere.
backstage, backstage,backstage!
Qui il sito di Spotorno.



Qui sotto. Da "Numero" magazine. Una versione iperrealista di una foto di Helmut Newton. Lei da urlo. Impossibile neanche provare a rifare. Si può solo guardare.



Demarchelier. Vogue Paris.



Dopo milioni di foto scattate da tutti noi, da tutti loro, da tutti quanti, davanti, dietro e in mezzo a questo tipo qua di recinzione di metallo.
In America è pieno.
Arriva lui, come se niente fosse, e la usa in un altro modo.
La usa Vogue.
Pulito, senza dietrologia, senza il peso sociale, o sociologico, o psicologico della recinzione.
Ci mette una pietra sopra, a quella roba là. Ci mette la parola fine, o almeno una ipoteca pazzesca.
Autorevole.

Balenciaga 2002. M/M Paris. Inez Van Lamsweerde+Vinoodh Matadin



Non ho parole. bellezza allo stato puro.
Grafica e art direction sublime di M/M Paris. Il loro sito è qui

Miu Miu 2006. Inez Van Lamsweerde+Vinoodh Matadin



Ho scattato una volta in questa piccola suite di un piccolo albergo a Parigi.
Molto fotogenica, è vero.
Ma usata come in questa immagine è davvero da matti.
In teoria questa foto è un caos.
Io la amo perchè sconvolge tanti schemi mentali che ho.
Sulla profondità di campo per esempio.
Sulla luce. Le due donne, così diverse.
Il loro atteggiamento così inaspettato, sospeso.
Catturano tutta l'attenzione.

Altra foto che ha dei piani pazzeschi



E' contemporaneamente qui e là.
Messa in scena, photoshoppata, ma anche così umana e toccante.
Un sentimento che mi riporta dritto ad un pomeriggio della mia infanzia, una foto che è un sogno perfettamente a fuoco, nitido.
Da Kid's wear. Giornale di moda per bambini. Il sito è qui
Bruce Weber dice che è il più bel giornale del mondo. Può essere vero.

Per finire, oggi:



Questo signore è un grande fotografo, anzi un mito: William Eggleston.
Lo conoscete, sicuramente. in ogni caso il suo sito è qui
Una nota passione per le armi.
Questo è un ritratto che difficilmente io farei. ma che forse difficilmente oggi si riesce a fare.
Una foto molto semplice fatta da un fotografo quasi invisibile.
Ma non di nascosto. Una fotografia fatta con molto tempo davanti, e sopratutto dietro.
Quando stai un pò di tempo con qualcuno e non c'è fretta e magari hai parlato molto, e lui ti ha fatto vedere le sue pistole e i suoi fucili.
E poi c'è silenzio, lui accarezza l'arma, pensando ad altro, e puoi scattare una foto così.

Inspirations, part two.
Pages from magazines and advertising campaigns shot by various photographers and artists.


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Inspirations. Part one.

Mi ispirano le immagini che mi rendono più libero, che mi aprono porte, mi autorizzano possibiltà. Immagini molto semplici, altre più rischiose, cose molto diverse da me.
Ma mi ispirano anche le immagini che mi confermano atteggiamenti e cose che già sapevo, che stabiliscono con me complicità che mi rafforzano.

"Ispirazioni" si chiamava una mia conferenza-proiezione che ho tenuto in un paio di occasioni l'anno scorso.
Metteva a confronto il mio volume "Carta stampata" con i libri fotografici degli autori che, specie nei primi anni, hanno formato il mio percorso professionale ed artistico.

Qui invece alcune immagini e commenti sulle pagine strappate dai giornali, e che mi hanno ispirato nel mio lavoro e nelle mie riflessioni sul linguaggio e le dinamiche della moda, del ritratto e della pubblicità.









Queste immagini sono tratte da una storia pubblicata almeno 6/7 anni fa.

All'inizio non mi piaceva. Troppo assurda, troppo lontana da me, iperbolica.
Ma poi, nella sua lucida e computerizzata follia, qui tutto è perfetto e sensuale.
La luce, il deserto, lo spessore grigiastro del bianco e nero. Ultracorpi.



L'esatto contrario delle immagini là in alto.
La campagna Stone Island.
Stagione dopo stagione, da anni rigorosamente sempre uguale.
Il "look-book" assurto ad icona.
Potere della ripetizione.
Supremazia assoluta del prodotto. Loro possono.



La amo e basta.
Il brand non sarà "esclusivo", ma questa immagine, scusate, è potentissima.
Non mi interessa proprio come è fatta, se nel deserto ci sono andati o no.
E'un miraggio, una fantasia erotico-sportiva-militaresca.
Pensarla, e poi riuscire a realizzarla deve essere stato emozionante.





Qui invece sicuramente ci sono andati.
"Cammina, non correre" recita l'headline di Camper.
Ora non so, ma questi hanno fatto anni di campagne meravigliose dedicate al puro potere evocativo della fotografia.

La magia, quando incontri queste visioni.
Una "cosa-immagine": Vuole essere fotografata a tutti i costi.
La incontri solo se ti ci metti. Lo sanno bene i fotografi.
Queste immagini, di solito non le regalano, devi proprio scarpinare.
Quasi mi fa venire l'ansia: Sai, metti giù il cavalletto, apri il banco ottico 20x25, avvita l'obbiettivo, e poi l'esposimetro, gli chassis e preghi che non succeda niente, che il camion non metta in moto e se ne vada proprio adesso, per favore...



Lo zampino di Fabien Baron su queste foto.
Lo spruzzo rosso è semplice, però mi era piaciuto. Efficace.
Ho pensato, " ah...vedi, allora si può fare... "
Cosa, esattamente non so.
Quella cosa lì, intervenire teatralmente sulla foto, per enfatizzare un sentimento, un atteggiamento o un contesto. Un dubbio però mi rimane...







Maria Carla fotografata a Roma da Jurgen Teller per Paradis magazine

Possedere fotograficamente lo spazio come fosse tuo: E' molto importante.
Quando scatti in un posto non tuo. Ma deve sembrare tuo, che sei lì da sempre.

Teller lavora sempre ai confini della nostra ( e forse della sua ) "confort zone".
Ai confini del disagio, un pò più in là di dove tu ti saresti fermato.
Un pò più in la della tua paura.

Pericoloso, quindi molto attraente.



Werner Schreyer in cima allo scaffale di un ufficio.
Mi piace sempre quando il soggetto non tocca terra.
Qui anche importante il casting.
Quando una foto è strana, meglio avere un protagonista credibile.
Come per Teller nelle foto di prima.
Se no mettere un tipo là in cima può facilmente sembrare una cazzata.



Da Vogue Paris.
Forse di lei, mi piace lei.
Comunque si, il grandangolo, la luce, le mutande.
Lo styling. Molto francese, poco nudo, tanto nudo.
Una immagine che metti là dentro, nel magazzino della testa.
Settare alcuni parametri: Essere molto vicini, rimanere molto chic.
Qui dice: "si puo'"



Bruce Weber. Roberto Bolle. Il Panda.
Non balla qui, Bolle.
Legge il giornale seduto in spiaggia con un panda.
Se non ispira questa...non so.
Abbastanza impensabile, quindi bellissima.
(E poi io penso: "ma il panda l'hanno portato da casa?" sarà che io sono sempre un pò restio ai "props", ma qui si dimostra che - se ti sei portato un panda - puoi fare la differenza.)

Mi piace chi sa scrivere in modo stiloso sulle foto.
Weber lo fa, Duane Michals lo fa.
Ci ho provato, naturalmente, ma a me non viene così bene, anche se, quando lavoravo alla grafica di copertina per il mio "Carta stampata" dopo milioni di prove di font, alla fine il titolo ho dovuto scriverlo io, a mano, col pennarello.
Era roba troppo mia per delegarla al signor Helvetica.



Claudia Knoepfel + Stefan Indlekofer per Marie Claire Italia.

Un vago sapore di Bunuel, un pizzico di Antonioni, anche.
Che bella questa donna nuda, con il segno di costume, che passa incurante in mezzo ai tavoli.
Trovare il giusto movimento per lei. Il cappello. Scattare dalla giusta distanza. Pubblicarla.
Complimenti.



Avrei voluto farla io.
La capisco totalmente.
Saranno i miei anni a cavallo, ma credo che il suo bello sta proprio lì: Anche se a cavallo non ci sei stato mai questa immagine ti ci porta proprio...sopra.
E poi il taglio della foto, la criniera, i finimenti... O mi sbaglio?







David Bellemere per Marie Claire Italia.
Un pò di tempo fa. Ma certe immagini mi fanno venire voglia di fotografare, mi fanno credere in tutto questo.
Quelle che "sembrano" belle ma non lo sono, e sono tante, mi fanno venire voglia di cambiare aria.
Secondo me, queste erano belle davvero.
Mi fanno venire perfino voglia di prendere il pulmino...( quello che prendi all'alba, a Milano, con su la modella mezza addormentata, trucco, capelli, la redattrice, gli assistenti, i flashes, i vestiti...)

Inspirations, part one.
Pages from magazines and advertising campaigns shot by various photographers and artists.


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