
Quando l'ho vista ho pensato: Wow, guarda qui il fotoamatore! Dopo una piccola ricerca, ho scoperto che è stata realizzata da Katsuteru Nozahi, un signore giapponese di Okayama con una macchina fotografica Sanderson.
Cos'è una Sanderson? Avete presente una Deardorff? Stessa cosa.*
Il signor Katsuteru Nozahi, fotoamatore, oltre a fotografare con una macchina fotografica a lastre con il soffietto, sviluppa e stampa le foto da sè. Come lo so? Beh, lo immagino: la bottiglietta di vetro della foto è un contenitore di Rodinal, liquido di sviluppo per negativi dell'Agfa.
Trovo la composizione molto speciale nella sua convenzionalità, con alcune intuizioni azzeccatissime. Il "vaso" usato, prima di tutto, è uno strumento che il signor Katsuteru Nozahi usa per il suo hobby, direi un omaggio alla sua passione.
Ha voluto dare dignità a quello che molti considerano uno scarto.
Nell'inquadratura la base viene tagliata, non per sminuire il ruolo del vasetto ma, anzi, per compensare la sua proporzione con quella della composizione floreale, portando gli elementi in equilibrio.
Il soggetto è leggermente decentrato sulla destra, sempre per la volontà di equilibrare la composizione.
I tre soffioni sono disposti in un disordinato rigore molto espressivo.
I due più alti, si piegano verso sinistra, cercando spazio vitale, spingendo la composizione naturalmente verso destra. Il vasetto non è al centro, ma è come se lo fosse perché la disposizione del mazzolino riequilibra il tutto.
Una immagine molto semplice, delicata, elegante. Non vorrei dire una banalità dicendo "molto giapponese", ma mi sembra così.
La luce è quasi caravaggesca con l'illuminazione di una finestra (si vede il tipico riflesso nel vetro) alla sinistra del soggetto.
Insomma, nel 1929, quelli della Kodak decidono di organizzare, negli Stati Uniti e Canada, il più grande concorso fotografico della storia per promuovere la vendita di apparecchi fotografici e pellicole e riempirsi le tasche di soldi.
Il concorso ha un successo enorme e nel 1931 diventa di livello mondiale con migliaia e migliaia di fotografie partecipanti.
Fotografie che ora sono custodite nella Biblioteca Rush Rees dell'Università di Rochester, New York.
La giuria del concorso, formata da "esperti", suggerisce furbescamente di fotografare bambini: i figli so' piezz 'e core in tutto il mondo. Infatti il primo premio del primo anno del concorso, che andrà avanti fino agli anni 40, lo vince questa foto:

L.L. Martin, l'autore, vince 2.500 dollari, più di 30.000 dollari di oggi.
Ok, è una foto davvero bella. Ma guardate queste:

Non vince nulla. Una fotografia estremamente dinamica, "rumorosa" quasi. Con una enfasi notevole.

Questa qui sopra vince 5 dollari. E' una fotografia immortale. Attualissima.
Un art director di oggi la userebbe ovunque, cambiando solo il costume da bagno.

Questa vince 10 dollari nella categoria "Unusual Photographs".
Pensate che queste foto hanno più di 80 anni, realizzate quindi da persone nate 110/120/130 anni fa. La fotografia non era roba da ragazzini.

Vince 10 dollari. Questa l'ha scattata una donna, la moglie del signore che legge. Molto umoristica e delicata. Racconta un bel rapporto tra moglie e marito.

Quest'altra vince 5 dollari. Capolavoro di fotogiornalismo. Cartier Bresson insegna. Quello che rende speciale questa foto, già meravigliosa di per sé, è il ruolo della signora sulla sinistra. Tutte le persone che sbirciano per curiosare in modo poco dignitoso e inelegante, sono maschi. Uomini e bambini. La signora, in quanto donna, non si "abbasserebe" mai e si limita ad osservare la scena. Provate a coprire la figura della signora. La foto ha un altro significato o, semplicemente, meno intensità.
Tutto questo per dire, ancora una volta, che la fotografia è cambiata molto con la morte della pellicola.
Adesso si può discutere all'infinito se in meglio o in peggio, ma si può dire con certezza che i fotografi dilettanti avevano una Cultura fotografica e, per realizzare il loro Progetto, sapevano scegliere un'ottica, una pellicola, impostare tempi e diaframmi e alcuni conoscevano addirittura il difetto di reciprocità o legge di Schwarzschild! Facevano foto per puro divertimento e colto passatempo.
E pensare che la Kodak, intesa come industria, ha paradossalmente una responsabilità enorme per la morte della pellicola.
Infatti, dopo essere stati i primi a lanciare una macchina fotografica interamente digitale basata sul corpo della mitica Nikon F3 nel 1991 (10 kg di peso e 30.000 dollari di costo con prestazioni di tutto rispetto), non hanno avuto il coraggio e la lungimiranza di lanciare una macchina "consumer", pronta già poco dopo, perché avevano avuto paura di cannibalizzare il mercato della pellicola.
Ma, come ha detto Steve Jobs: “Se non ti cannibalizzi da solo, ti cannibalizzeranno gli altri”.
Matteo Oriani.
* Si, si: una piccola citazione da Blade Runner
Matteo Oriani è un fotografo.
Colto ed acuto osservatore delle immagini e delle menti che le producono.
Insieme a Raffaele Origone forma il duo professionale Oriani-Origone.
Nelle loro foto danno vita ad oggetti altrimenti inanimati.
Click on the pictures to enlarge.
