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Sportweek magazine
"ACTIVE WEAR...Per farsi notare"

Photographed by Toni Thorimbert
Styled by Luca Roscini assisted by Gianluca Zappoli

Grooming by Loris Rocchi

Model: Loic Williams@I LOVE

Backstage photography by Ilaria Zennaro


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Let the images talk: "Mi vesto d'estate" a fashion essai styled by Alessandro Calascibetta for Sportweek magazine.










Here below the backstage, photographed by Bianca Tabaton











Sportweek magazine
"Mi vesto d'estate"


Photographed by Toni Thorimbert
Styled by Alessandro Calascibetta


Grooming by Franco Chessa
Model: Gordon Bothe

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Some recently published stuff






Sopra, l'attore Giulio Berruti pubblicato da Max.
Sotto: Roberta Vinci e Sara Errani per Sportweek.





Qui sotto: Una doppia pagina di mie immagini tratte da un articolo su Vasco Rossi e sul libro TABULARASA pubblicata da Vanity Fair Italia.



Qui sotto: per Sette, allegato del Corriere della Sera ho scritto un pezzo sul colore nero.



Nero? Nero sono stato vestito – da capo a piedi - per anni.
Nera è la mia moto e nera la mia auto. Nere le pareti del mio studio.
Neri i miei pensieri, lo sono, a volte.
Nere le mie macchine fotografiche, da sempre.
Nere le cornici delle mie foto, “noir” i romanzi che leggo volentieri, neri i miei occhiali da sole, nero lo humour che mi fa ridere.
Nera è la notte che mi accoglie, nera la cronaca che mi attizza, nere tutte le scatole del mio archivio.
Nero è stato il mantello di un mio cavallo, Nero è stato un nome di cane.
Nero è il colore che tutto può contenere.
Ma io non amo il nero. Meno che mai a Natale.
Cosa c’entra il nero con il Natale?
Semplicemente, la luce ne ha bisogno.
Senza nero la luce non è che un mare bianco, inutilmente vasto, insulso e senza vento. Navigarci sarebbe troppo noioso.
La luce ha assolutamente bisogno della metafora del nero.
Ne ha bisogno per trovare la sua strada, la sua regola, la sua qualità, il suo opposto: la sua ombra.
Solo attraversando il “nero” come un compito, anzi meglio, come una missione, meriterai quello che ti aspetta, alla fine del tunnel: la luce, finalmente bianca.

T.T.

Giulio Berruti, Roberta Vinci, Sara Errani and Vasco Rossi photographed by Toni Thorimbert

TABULARASA is published by Mondadori. Available in bookstores and Amazon.it

Backstage photography by Giorgio Serinelli.

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"Facce da Giro ( d'Italia) " a portrait essai for Sportweek magazine.


Assisi. Qui abbiamo avuto fortuna. Giorgia Wurth, madrina del Giro in copertina: "Sai, vorremmo lei, con la maglia rosa, e tutta la copertina piena di facce"... Mica come dirlo. E poi, che facce? diciamo la verità, in giro c'è di tutto, non a caso è gratis: L'unico sport - importante - che ti passa sotto casa. Puoi scendere in ciabatte. Facciamo qualche prova, Giorgia, poverina, messa in mezzo a sconosciuti sudati ed urlanti. In lontananza una scalinata, il tempo stringe, facciamo di corsa il giro di cancelli, e guardie, e Pass. Ma ci arriviamo. Io non vedo niente, se non il quadratino rosso dell'autofocus della mia Canon sul viso della Giorgia.
Non è andata male. Italiani veri, ma carini, qualche vecchietto esagitato, ma folkloristico, bambini ciclisti, e... "Per sempre Pantani" un cartello che sventolato oggi alla tappa Civitavecchia - Assisi del Giro è come un grande regalo mandato da chissadove. Grazie.


Grazie anche a Matteo Dore, il direttore, che dedica l' editoriale alla genesi del ritratto di Purito Rodriguez, maglia rosa indossata proprio in questa tappa, baciato indelebilmente dalle Miss e dal suo talento. La foto piace anche a me, devo dire. Perchè del ciclismo, che guardavo da bambino in tv, io ricordo solo le miss e il loro bacio. Le miss belle, alte e i ciclisti molto più bassi, esausti e con facce e pettinature molto semplici. Roba d'altri tempi, oggi sono fighetti anche molti ciclisti, ma il bacio è rimasto, e il suo segno, pure.

Qui sotto un paio di immagini dal backstage: La maglia rosa Rodriguez, la Giorgia, con la sua, altrettanto meritata. Sullo sfondo, Matteo Dore con Pierbattista Bergonzi, giornalista che del giro tutto sa.


Non vorrei sminuire troppo le mie capacità professionali, ma anche per la foto qui sopra un pò di fortuna l'ho avuta. Dai, questa è bellissima, sopratutto se non hai mai fatto una foto di ciclismo in vita tua. Monti, il tonante direttore della Gazzetta l'aveva un pò chiesta: Il Giro, L'Italia, Assisi, lo sprint, l'arrivo... una foto che, insieme ai ritratti restituisse il senso, anche agonistico, dell'evento. Ma l'immagine che avevamo progettato a tavolino con Naima Mancini, photo editor, era stata superata, lì sul campo, per ragioni logistiche. Insomma mancavano due minuti all'arrivo e io, dal mio dedalo di cancelli dal retropalco dove facevo la guardia al mio fondo rosa sono andato a dare un occhio, "chissà, magari vedo qualcosa anche io..." Mi sporgo e vedo questa inquadratura, perfetta per il mio 300mm: Ali di folla, il cameramen, gli sponsor in un ottimo ti vedo e non ti vedo, il centro storico sullo sfondo, la luce calda del tramonto, e sopratutto la salita. Salita che, pare, sia l'anima del Giro, e che fa fare ai ciclisti quel bel movimento con la bici, tutta sbieca...


Domenica sera, ultime notizie: Purito Rodriguez non ha vinto il giro...si è fatto sfilare la maglia rosa all'ultima tappa, per soli 16 secondi, dal canadese Hesjedal.
Qui sotto: dopo i baci, le lacrime. La moglie di Rodriguez nasconde le sue dietro spesse lenti scure.


Sportweek magazine 
"Facce da Giro" 
Photographed by Toni Thorimbert.

Photo editor: Naima Mancini.
Thanks to Daniele Miccione, Pierbattista Bergonzi, Matteo Dore, and to the boss, Andrea Monti.

 Backstage pictures by Giorgio Serinelli.

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Ligabue, the rockstar, for "Sportweek" magazine.

Maggio 2010

Ma Ligabue è simpatico?
Se lo deve essere chiesto Andrea Scarpa, giornalista di Vanity Fair che inizia il suo pezzo su Ligabue così: "All'appuntamento, fissato per le 14, arriva (Ligabue) con venticinque minuti di ritardo. Senza dire una parola - nemmeno di circostanza - e un pò accigliato, diffidente. Il solito Ligabue che non ama le interviste."
Leggo queste righe parcheggiato fuori dall'autogrill Fini di Modena nord.
Ho preso il Vanity lì: copertina Ligabue, foto di David Bailey.. Non male. Bailey è una vecchia volpe e non si fa fregare dal Liga.
In che senso non si fa fregare? nel senso che scatta, o sceglie gli scatti dove il Liga non recita se stesso: sopracciglio sinistro alzato, mento in su e lo sguardo un pò di sfida. Un tic, una faccia sempre uguale che vada bene a tutti.
D'altra parte ( il Liga) va capito. Sta per uscire il suo nuovo disco e questo è il momento della promozione: interviste, anche tre , quattro al giorno (tutte uguali, probabilmente) radio e, ovviamente, servizi fotografici.

Rimetto in moto, direzione Correggio.
La gente molto famosa, molto avvezza a farsi fotografare è la più difficile da ritrarre, sopratutto se vuoi cogliere uno sguardo limpido o creare un immagine fresca, non scontata. Il ritratto è un'esperienza tra due persone, un incontro, una scoperta anche reciproca.
Non a caso si dice che nel ritratto è con il tuo soggetto che devi fare "click", non con la macchina. Insomma, qualcosa deve succedere...qualcosa che non sia magari solo mestiere...

Con questi pensieri parcheggio davanti allo studio di registrazione del Liga. Jarno Iotti, suo fotografo ufficiale e suo assistente sui set, viene a prendermi. Il Liga sta finendo un'intervista con "Famiglia Cristiana", così noi andiamo a fare un pò di sopralluoghi in giro per Correggio.

Alla fine, tutto va piuttosto bene, il Liga è puntuale e sorridente, direi quasi simpatico. Scatto, poco, cercando anch'io, come il buon David, di evitare il tranello del sopracciglio. Tiro fuori la mia Rolleiflex, che porta sempre bene, metto giù il mio fondo bianco in ombra, e sopratutto prometto, e mantengo, di essere molto veloce.
In poco più di mezz'ora è tutto fatto, il Liga sembra contento, c'è il sole, facciamo una foto ricordo, ci salutiamo.
Io e Claudio andiamo a farci una piadina, così intanto facciamo il back up.

Cosa ho imparato? Bhe, che il mestiere aiuta lo sapevo già, però anche dentro al mestiere ci può essere lo spazio per una piccola verità, un sessantesimo di secondo dove magari passa la signora con la bici, o succede che una luce è bella, e basta.
E poi, che quando inizi devi mettere da parte tutte le tue idee, i tuoi preconcetti, i tuoi nervi, il tuo ego, per lasciare solo spazio al mondo e semplicemente fare "click".

Qui sotto le immagini pubblicate da Sportweek:









Qui sotto alcune immagini dal backstage:







Nella foto qui sopra da sinistra: Elena Moretti, Ufficio stampa; Mila, Makeup artist; Luciano Ligabue; Luca Guerra (Ligabue personal assistant); Riccardo Vitanza, Ufficio stampa; TT; Jarno Iotti.

Luciano Ligabue photographed by Toni Thorimbert
Backstage photography by Claudio Rizzolo.


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Sportweek-Ranieri, the cover only seen by romans...



Copertina di Sportweek, allegato della "Gazzetta" uscita due settimane fa solo nel territorio di Roma, o forse nel Lazio. Che io sappia una "prima volta" italiana con illustri precedenti oltreoceano: Vanity Fair America esce infatti, a volte, con copertine diverse a New York e a Los Angeles.
Così è andata per questa copertina con l'allenatore della Roma Claudio Ranieri.
La copertina, promessa a suo tempo dal mega-direttore uscente è stata poi messa in dubbio dal nuovo mega-direttore...dopo qualche centinaia di telefonate è stato evitato l'incidente diplomatico con un compromesso: Ranieri in copertina è stato "dato in pasto" solo ai romani, cioè ai suoi tifosi, mentre a livello nazionale è uscito il "famosissimo" Shaun White campione di Snowboard.

Qui sotto pausa caffè in studio con Ranieri, un vero gentiluomo, e durante lo shooting.
Le foto sono state realizzate allo studio Outside, Roma.


Claudio Ranieri photographed by Toni Thorimbert
Backstage photography by Niccolò Rastrelli






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A cover story with soccer superstar Alessandro Del Piero for "Sportweek" magazine.







Aprile 2009

E' in edicola il nuovo numero di "Sportweek", allegato alla "Gazzetta dello Sport" con le mie foto di Alessandro Del Piero.
Del Piero si è presentato in studio (a Torino) abbastanza sulle sue, ma devo dire che in poco tempo abbiamo trovato la giusta sintonia. Non avevo grandi dubbi, mi è sempre sembrato un tipo a posto, e anche se di calcio macino poco mi piace vederlo giocare perchè è molto elegante, imprevedibile e leggero.
Con questa copertina "Sportweek" inaugura anche il suo "re-styling", con una nuova testata e nuovo impianto grafico.
Ringrazio ancora Federico Balmas, fotografo a Torino per la sua gentilezza e disponibilità.

Photographed by Toni Thorimbert.

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