Visualizzazione post con etichetta Toni Thorimbert. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Toni Thorimbert. Mostra tutti i post

"From There To Now": il mio Aprilia Test Ride a Misano per Riders magazine.


10 anni dopo la mia prima volta col "ginocchio a terra"








Qualche tempo fa.

Mi sento figo mentre salgo in macchina appena uscito dalla location dove ho scattato un’ advertising di moda per un marchio parecchio cool con una testimonial molto figa, una tipa che, modestamente, solo io la so fare così figa. Il motore del SUV fa le fusa, mentre lentamente mi stacco dal marciapiede, la musica trip hop ha i bassi profondi, in sottofondo. In quel momento di IO assoluto, un signore anziano, ben vestito, mi appare al finestrino.
Non ha un’aria molto amichevole: “CRETINOOOOOOOOO” mi grida, piegato verso di me, con tutto il fiato che ha in gola: CRETINOOOOOSEIUNCRE-TI-NO!!!!!!!!, e scompare.
Io, immobile al volante, incasso. E sorrido, in fondo, liberato da un peso.
Ci sono persone che nella vita ci portano messaggi.
Li incontriamo solo per quello.
Ci dicono cose di cui tenere conto. Cose che nessun’altro dice o che nessun’altro osa dirci.
Nella mia vita è già successo. Così come entrano nella tua vita, poi escono.
Forse sono i famosi angeli, non so. Comunque, io dico che sarebbe meglio ascoltare.

10 anni fa.

Beviamo di tutto alla festa di GQ, io ed altri, e tra questi altri c’è Ungaro, allora direttore di Riders e il mitico motard Bergamaschi detto “il Bleu”; qualcuno dice: perché non facciamo qualcosa insieme? E io dico: ehi, ho appena comprato una moto, uno special Yamaha TRX 850, messa giù da corsa.
Musica a palla, ci gridiamo nelle orecchie.
Lo metti giù il ginocchio? Nooooo, dico io, so appena andarci in moto (lo dico come se in realtà non fosse vero, come fosse un modo di non voler spandere, che poi invece è uno spandere ) Ma tanto, di solito queste cose muoiono lì, come quando dici: ci sentiamo eh? E poi mai più ti senti.
Un mese dopo invece, sbarcavamo in Sardegna, con Luca Delli Carri, che avrebbe scritto il pezzo, alla guida di una mega Land Rover col carrello con su le moto poi scaricate alla pista di Mores, bellissima, Carlo Furgeri a fare le foto. Il Bleu, davanti a me, in pista con la Ducati, a tirarmi: “il cordolo è tuo amico”, mi ha detto nel box, gli ultimi raggi di un pallido sole che spariva all’orizzonte ad illuminare la mia cerimonia iniziatica del ginocchio a terra, il must di tutti i motociclisti veloci.
Quello dovevo fare. E quello, alla fine, ho fatto.

Nella vita

Sono andato a cavallo tutta la vita, ma le più belle passeggiate le ho fatte a piedi, con la cavalla che mi camminava dietro, le redini sul collo, senza mai fermarsi a brucare.
Da bambino disegnavo solo selle americane e caschi integrali. L’AGV di Agostini, col tricolore e la fascia d’oro era un sogno.
Dove abitavo, a Pioltello, un tipo del condominio aveva una Laverda 750 arancione davanti alla quale ho passato, in adorante contemplazione, gli anni dell’adolescenza.
Nei film western guardavo come Gregory Peck teneva le redini, il suo atteggiamento, con i gomiti sul pomo della sella, come teneva i piedi nelle staffe.
In moto uguale: Leggevo Motociclismo, Moto Sprint e come una spugna assorbivo le foto dei piloti in pista.
Ho imparato a suonare la batteria passando intere domeniche pomeriggio al Dancing Lunik di Cernusco fissando ipnotizzato i batteristi delle orchestre del liscio.

Guardare, per me, significa imparare.

La pista è ossessiva ripetizione di gesti, quasi autismo. E’ un luogo che contiene un meccanismo gestuale che ti ingloba, è matematica, ma è anche partitura, ritmo, è una canzone da cantare sempre uguale, una messa, un mantra, un rosario.


Sono andato a scuola: disciplina, coraggio e umiltà: in pista non puoi mentire a te stesso, e anche mentire agli altri risulta davvero difficile.
Le piste sono piene di gente che va più forte di te, ma pieno proprio.
Quando sei in piega che stai godendo e pensi, cazzo a ‘sto giro, niente, vado veramente forte, ti passa uno all’esterno, come se stesse facendo merenda, guarda il panorama.
Incredibile.
Ci sono gli stronzi, che ti fanno il pelo, ci sono i pazzi, che vanno fortissimo senza assolutamente sapere cosa fanno, gli autodidatti, che non sai mai dove metteranno le ruote, i cancelli, che finalmente puoi superare, gli odiosi, quelli che vanno come te, solo un po’ più veloci, e curva dopo curva, inesorabilmente, ti lasciano indietro.
Arghhhh che rabbia. Ma va bene. La pista è verità.

Se vuoi andare forte, devi guardare lontano.

Appesa al muro dell’ingresso in casa mia c’è una foto che in fondo è tutto quello che volevo: io, in percorrenza, con la mia moto giallo corsa, il mio casco giallo corsa, la tuta di pelle bianca, il ginocchio a terra e il gomito basso basso, la testa fuori dalla carena, più bassa del cupolino, lo sguardo alla prossima curva. Non vado forte, non vado piano. Vado in modo bello, bello per me, e questo mi basta.

Ottobre. Test Ride Aprilia.

Ciao! dico io preso bene e dinamico: ho solo bisogno di rovesciare il cambio, sai, il cambio da corsa, io uso quello, si può fare no? Eh no, dice quello, noi le moto non le tocchiamo, e poi la Tuono ha il cambio quick shift, impossibile. E’ tutto assistito, elettronico, non devi nemmeno tirare la frizione quando cambi, manco in scalata.
Io a bocca aperta.
La verità è: se pensi di cambiare, la Tuono cambia, se pensi: o’ raga, io torno a casa, lei ti accompagna su e ti mette a nanna, se sbagli due marce alla Quercia, lei scuote appena la testa e ti perdona, se ci dai del gas fuori dalla Tramonto tanto per sembrare uno che va forte, ci pensa lei a tenerti giù la ruota davanti, se no, con 175 cavalli, te la metteresti in testa come un cappello.
La mia giappo 600, senza traction, in confronto sembra un cavallo nano e cocainomane.
La Tuono è un purosangue: quando apri, le sue falcate si distendono con progressione spaventosa, le sospensioni diventano più dure, la moto si affila, si missilizza. la Tuono ti mette una mano sul culo, una sul coppino e spinge, e lì sono cazzi.

Epilogo

Misano è il deserto dei Tartari, quando esco dalla pit-lane vedo la curvatura della terra.
Questa è una pista vera, per occuparla tutta devi andare veramente forte, altrimenti navighi a vista.
Mi attacco alla Tuono come un naufrago al salvagente, non mollo e punto ai cordoli che mi appaiono all’orizzonte come miraggi: almeno sono in una curva, ma quale? Lasciamo perdere….
Sono troppo un cretino, mi dico, nella solitudine ovattata del mio casco, e mentre cerco di tenere a bada orde di assatanati a cavallo di motacce mezzosangue che cercano di farmi la pelle penso: Come cazzo ho fatto a cacciarmi in questo guaio?





















Riders magazine
"From There To Now"

Written and performed by Toni Thorimbert

Photographed by Claudio Cazzara
asssisted by Jessica Angelini.

Special thanks to Silvia Tracchi.

Thanks to Elena Schiavi/ Studio Marcati.
Thanks to Dainese and AGV for the technical equipment.

Thanks to Sebastiano Zerbo.

Click on the pictures to enlarge.

Toni '60




Mi sono fatto questo "selfie" col telefonino qualche giorno fa, era più o meno Natale, ma ho pensato da subito che avrei potuto pubblicarla, lo faccio ogni anno, come autoritratto nel giorno del mio compleanno.

Mi piace, e mi piaccio.
Mi sento libero in questa foto. La parrucca, non so. Un altro me possibile.

Compiere sessant'anni è come scollinare.

E' bellissimo galoppare in salita. Se la salita non è troppo ripida, senti solo l'energia del cavallo tra le gambe, la spinta del posteriore molto più marcata che in piano, il tuo corpo in sella più caricato sull'anteriore per liberare le reni dal tuo peso, la redine completamente sciolta, accompagni con tutto il corpo il bilanciere del collo e alzando lo sguardo vedi la cresta della collina che si staglia contro il cielo. Non vedi di là, ma tanto "di là" non è lo scopo della tua corsa. Corri perchè è bello correre, Vivi perchè è bello vivere.
Poi quando ci arrivi, là in alto, e ci arrivi prima di quanto tu pensassi, direi quasi d'improvviso, c'è un momento in cui tutti i pesi, tutte le dinamiche del galoppo cambiano.
Quando scollini, anche il cavallo per un attimo sembra sospeso, più incerto e la sua incertezza ti scuote, ti disunisce.
Scendere al galoppo è tutt'altra cosa, e anche tu, magari solo nella testa, stai già frenando, il tuo peso adesso caricato verso il posteriore, la redine, molto più corta, è ormai tesa, a contatto con la bocca dell'animale.
Ora che hai scollinato, tutto il paesaggio si apre davanti a te: le case, le strade, la realtà delle cose. A momenti dovrai scegliere dove rallentare, riportare il cavallo al passo, eventualmente fermarti.

E anche se sono passati pochi, pochissimi istanti dal quel "wow", da quel galoppo sfrenato e da quel sorriso da idiota che ti illuminava la faccia mentre ti sentivi John Wayne, senti che quegli istanti sono, appunto, passati.

Sono là, dietro la collina.

Selfie, December 2016

Click on the picture to enlarge.

A mia madre, il giorno del mio compleanno.


Mi ha partorito 59 anni fa, il primo gennaio del 1957.
Quel giorno, i nostri sguardi si sono incontrati.

Ma ora lei sta chiusa in una cassa.
Tutto è definitivo, oggi. Tutto è stato detto e fatto.

Nessuno sguardo più.

Mentre me ne sto andando per sempre, mi fermo, mi volto e scatto questa fotografia.



il mio autoritratto è questa distanza.

Fa un gran freddo, e io sono senza faccia.

Fernanda Mocavini
9 September 1923 - 2 October 2015.

R.I.P.


Fernanda Mocavini funeral photographed by Toni Thorimbert.
Parma, 5 october 2015.


Click on the picture to enlarge.









Sky Arte HD > Toni Thorimbert > Transfert


27 minutes.
No less, no more.
Only the good ones.





















































































Sky Arte HD
Toni Thorimbert / Transfert

Directed by Francesco G. Raganato

Written by Matteo Billi
Edited by Lorenzo Muto

Produced by "Todos contentos y yo tambien"
Executive producer: Arianna Carosi

Coordinated by Cosima Barzini

Videomaker: Gianluca Leuzzi

Color correction: Ludovico Bettarello

Mixer audio: Emanuela Cotelessa

Sky Arte HD:
Editor in chief: Roberto Pisoni
Artistic productions supevisor: Barbara Frigerio
Executive producer: Cristina Pistis
Programming manager: Guido casali
marketing and communication: Dino Vannini Gaia Pasetto
Coordination: Mara Sparano Barbara Vezzosi

Thanks to:
Sauro Mariani
Giorgio Bartoli, Elisabetta Giovi at Golab
Giulia Castellini
Emil Rebek

Gaia Trussardi
The Quincey
Pier Paolo Pitacco
Luciano Bernardini De Pace
Alberta Cuccia
Silvia Bergomi.

Silvia Meneguzzo

Nadiia Shapoval
Stella Romoli
Roman Gasser

Marni Press Office

Orietta Rossini
Romolo e Rosaria Bulla
Francesca Malvisini
Talitha Dittfeld

Walter Besola D4U

Giorgio Serinelli
Vittoria Speziali

Watch the movie at Sky Arte Hd on demand/ fotografi / Toni Thorimbert

For a private vision please contact: studio@tonithorimbert.com

Click on the pictures to enlarge.