The cameras - volume 01: The 4X5 inch.




Pubblicando un mio recente post, in cui le immagini erano scattate con un IPhone 5s, ho sentito l’esigenza di dichiararlo:
“Tutte le foto sono state scattate con Iphone 5S etc etc” .

Un mio lettore, molto gentile, ha commentato:
“Proprio vero che non è il mezzo a fare il fotografo. Queste foto, scattate con un IPhone, lo dimostrano: sono eccezionali e ognuna è densa di significato (oltre che composizione, tecnica etc.). Belle.”

Grazie!

Ma il punto è: Come mai ho sentito il bisogno di dichiarare che le foto erano scattate con un IPhone?
Per insicurezza, credo. Nonostante lo uso da un pezzo, non mi sento ancora molto ferrato con il telefono. Tra l’altro ha un’ ottica piuttosto corta ( corrisponde ad un 30/35mm sul formato Leica) una lunghezza focale che non è mai stata la mia preferita.

Comunque, ok: secondo il mio lettore non è la macchina che fa il fotografo.

Ci sta.

Ma un fotografo, dai, una macchina prima o poi la deve usare.
Ho notato, a volte, un po’ di snobismo quando si affronta questo tema delle macchine fotografiche, così come succede quando si parla di "tecnica".
Specialmente chi si sente un po’ “arrivato” non ama molto parlarne.
E si capisce: parlare di fotocamere fa tanto “dilettante” o peggio, feticista, e sembra sminuire altri aspetti ritenuti più pregnanti: la creatività, il talento.
Ma la macchina, io credo, è veramente importante. Non “quella” macchina, ma “quel tipo” di macchina.
Eleggere la propria, sposare l’atteggiamento fisico che ti suggerisce e che ti impone è importantissimo per trovare la propria strada e per fare - sempre - le proprie fotografie.
E non sto parlando di pellicola o digitale, o di resa tecnica.
Non sto parlando della qualità degli obbiettivi, che sono anche loro legati al risultato finale dell’immagine, ma parlo dell’oggetto-macchina, della sua forma, dimensione, peso.

E’ un discorso lungo e lo dividerò, nel tempo, in capitoli.

Oggi vorrei parlare del mio rapporto con il banco ottico 4X5 inch.

Non è stata la mia prima macchina, ma è stata la prima che ho utilizzato attraverso una scelta deliberata per ottenere un certo tipo di fotografie.
La usavamo a scuola, all’Umanitaria.
1971.
All’inizio mi sembrò proprio assurda e non mi piaceva.
Non si capiva nemmeno bene da dove si faceva la foto.
A quel tempo, avevo sedici anni, usavo e mitizzavo la Nikon e quella scatola col soffietto mi sembrava solo roba vecchia e brutta.
Per un anno, col banco, facemmo solo riproduzioni di fotografie da giornali o da riviste.
Mettere tutto in bolla. Due lampadone ai lati perfettamente simmetriche.
Il secondo anno: una mela. In tutte le sue forme, con tutte le tecniche di luce e declinazioni. Ultimo anno: una composizione di tre mele.
Una scuola fantastica. Un approccio analitico, riflessivo.
Noioso forse, ma coerente con l’atteggiamento enunciato e promosso da Ugo Mulas qualche anno prima. Cito a braccio: “il fotografo prende il suo soggetto, lo mette in luce, lo studia e così facendo lo capisce e se ne appropria, tanto che al momento dello scatto la foto non sarà altro che l’espressione del suo pensiero su quell’oggetto” .
Quando, nel 1974 cominciai a fare l’assistente di Fabio Simion, usavamo tanto il 10X12. Facevamo voluminosi cataloghi di lampade e portaceneri. Però la mia missione era il reportage e il banco lo pensavo confinato in studio, per lo still life.

Ma quando a metà degli anni ‘80 Paolo Pietroni* mi chiamò ad Amica per fare il “ritrattista” a tempo pieno, mi resi presto conto che avevo bisogno, per lasciare un segno, di mettermi in un atteggiamento più consapevole e più rischioso, diverso da quello facile, arrembante, del formato Leica.
Pietroni amava e voleva ritratti scultorei, tridimensionali. Odiava la grana, le foto mosse, l’impressionismo fotografico, e così, facendo una scommessa con me stesso, da un giorno all’altro passai direttamente dalla Nikon al 10X12 e per anni non ho sgarrato: o la foto si poteva fare così o non si faceva.



Alberto Moravia
1985
Amica magazine
Toyo 4X5 inch.
Available light.




Keith Haring
1984
Amica magazine
Toyo 4X5 inch.
Electronic flash.




Allegra Caracciolo Agnelli
1986
Amica magazine
Toyo 4X5 inch.
Electronic flash.




Gianni Versace
1983
Amica magazine
Toyo 4X5 inch.
Electronic flash.



Con il banco bisogna usare il cavalletto, si mette a fuoco su un vetro smerigliato praticamente buio, quel poco che si vede del mondo è alla rovescia, tocca mettere la testa sotto ad un panno nero che ti spettina e che appena lavori per strada vola da tutte le parti, ci vuole molta luce perché gli obbiettivi non sono molto luminosi ma con i tempi di esposizione lunghi il soggetto viene mosso.
Non avevo l’assistente all’inizio. Arrivavo da Versace o dagli Agnelli da solo ma con quattro o cinque valigie: In una la Toyo, ancora da montare ( avrei avuto una “folding” solo molto più tardi), il cavalletto pesante, due stativi, una giraffa e tre monotorce Bowens con prolunghe, ombrelli e banks, la valigia per gli chassis e il dorso Polaroid.
Per costruire il set ci voleva ovviamente tempo ma soprattutto era importante stabilire subito da dove - e come - avrei fatto la foto, il ritratto, con quale luce, con quale punto di vista.
La dovevo prima “vedere” chiaramente nella mia testa e poi eseguirla.
Questo dispendio di mezzi e di tempo creava però un legame con il posto e le persone. Invadevo le case, gli spazi, il tempo degli altri e li facevo miei.
Una volta messe le luci e stabilita l’inquadratura ci infilavo dentro il soggetto. Ogni due o tre scatti dovevo rimettere a fuoco.
Il banco ottico richiede una forte partecipazione da parte del soggetto fotografato. Se quello si muove va fuori fuoco, se cambia la posizione di un braccio mentre stai scattando devi riaprire l’otturatore e il diaframma per controllare se la composizione è ancora buona, e siccome hai usato tutto il tuo tempo per mettere in piedi il set non te ne rimane molto per scattare.
Facevo di media 10 scatti a ritratto, cioè 5 chassis. Una o due Polaroid. Facevo sempre uno scatto principale e una variante.
Con il tempo, con gli assistenti giusti e scattando per la moda, siamo diventati piuttosto veloci. In studio scattavamo in banco con la scansione di un’ Hasselblad senza motore, avevamo tanti chassis già carichi e ce la cavavamo piuttosto bene.
Il Polaroid 10x12 era grande, la foto che stavi facendo la vedevi bene, dava soddisfazione.
Però perdevi tempo.
Un minuto per svilupparla sembra poco, ma quando devi cogliere un’emozione che fluttua indifesa nell’aria, potenziale vittima di ogni minima corrente d’aria, è un’eternità.
E alle volte l'emozione rimaneva nella Polaroid, non nella pellicola...

Il 10X12 è stato per anni l’estensione del mio occhio.

Mi imponeva disciplina e la imponeva anche al soggetto, ma alla pari: il 10X12 porta ad una condivisione della situazione e delle sue intrinseche difficoltà, mentre, per esempio, il banco 20X25 si impone molto, tende a sovrastare il soggetto, a metterlo in soggezione.
Quando scatti con il 20X25 devi comandare chi hai davanti, chiunque sia, come fosse un soldatino. Non ci sono margini di errore, il 4X5 è più docile, amichevole, e anche per questo l’ho amato e usato per anni.
Alla fine anche in modo - quasi - improprio.
Scattavo all'epoca per Max una serie di servizi avventurosi: uno di questi sugli incursori della Marina Militare, i corpi speciali d’assalto.
Era già pericoloso stare lì da solo, e quindi, senza assistente, feci un reportage su di una esercitazione a fuoco vero, con i proiettili.
Di tutta la faccenda - 10 minuti di spari e bombe e livelli di adrenalina assoluta - feci tre scatti. Tre di numero.
Così come non potevano sbagliare loro, nemmeno io.



Max magazine
"Incursori"
Toyo folding 4X5 inch.
Available light.
1985




Max magazine
"Survival"
1986
Toyo folding 4X5 inch.
Available light.


Here below the backstage:



Mi piaceva, e mi piace ancora, cercare il limite estremo del materiale che uso, cavalcare sul bordo dello strapiombo, un po'come usare una macchina da corsa alla sua prestazione massima appena prima della rottura, lavorare sul rischio di non finire la gara, ovvero di non portare a casa la foto.
Il banco ottico è una scuola di vita ancor prima che un ottimo modo per capire tutta 'sta la faccenda della fotografia: quando lo usi devi decidere molto bene e chiaramente cosa vuoi fare, farlo in modo che il mondo sia d’accordo con te, imporre a tutti i tuoi tempi e i tuoi spazi. Agire senza ripensamenti, scattare poco, ripiegare il tutto, andare a casa, mandare a sviluppare.

E pregare che le foto siano venute.

*Paolo Pietroni ha ideato e diretto 12 giornali. I più noti: Amica, Max, Sette, Lo Specchio. Come scrittore è l'autore, con lo pseudonimo di Marco Parma, del best seller "Sotto il vestito niente"

Top: Toni Thorimbert at work with the Toyo 4X5inch. Milano, 1987. photographed by Giovanna Calvenzi.

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The privilege to be a photographer: Alex Zanardi for Riders magazine.


"La vita è come il caffè. Puoi metterci tutto lo zucchero che vuoi ma se lo vuoi far diventare dolce devi girare il cucchiaino. A stare fermi non succede niente."

Alex Zanardi.









Here below the bakstage shot by Giorgio Serinelli
















From left: T.T., Alex Zanardi, Stefania Molteni, Moreno Pisto, Giorgio Serinelli.

Se per caso un giorno ne avrete l'occasione, per nessun motivo dovreste perdere il privilegio di incontare Alex.
E comunque, nel frattempo, leggete l'intervista di Moreno. E' bellissima, commovente, piena di amore per la vita.

Grazie.

Alex Zanardi
Riders magazine

Photographed by Toni Thorimbert
Written by Moreno Pisto
Photo editor Stefania Molteni


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Let the images talk: "Una giornata particolare" a fashion essai for "The Wedding Book" by Io Donna magazine. Styled by Flavia Galantini.














Here below the backstage shot by Giorgio Serinelli:















Una giornata particolare...in effetti per molti versi lo è stata. Tra l'altro, l'Italia fuori dai mondiali, proprio quella sera....


"Una giornata particolare"
The Wedding Book by Io Donna

Photographed by Toni Thorimbert

Styled by Flavia Galantini

Make up artist: Roman Gasser
Hair: Franco Chessa

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Let the images talk: The Cividini F/W 14_15 adv campaign is out now on top worldwide magazines












Here below the backstage shot by Giorgio Serinelli:











In the picture above: Anita and Piero Cividini



Cividini

Fall Winter 2014_15
Advertising campaign

Photographed by Toni Thorimbert

Model: Santa Korts

Hair and make up: Roman Gasser

Set design: Manifesto Flowers/Bruno Bugiani

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"Nessuno escluso" a charity auction in Montecarlo


Segnalo una iniziativa benefica a cui ho l'onore di partecipare:
La lista degli artisti include, tra gli altri, Gabriele Basilico, Franco Fontana, Marina Ballo, Mimmo Paladino, Toni Meneguzzo, Olivo Barbieri, Luca Campigotto, Maurizio Galimberti.




"I ragazzi difficili sono di tutti: anche nostri" (G. Pietropolli Charmet)

Venerdì 10 Ottobre 2014 al Tunnel Riva di Monaco 8, Quai Antoine 1er
Silvia Marzocco organizza un'asta benefica a favore della Cooperativa Minotauro
per il progetto "Consultorio Gratuito per adolescenti e genitori"


Per visualizzare nel dettaglio le opere d'arte: nessunoescluso2014.tumblr.com

Qui sotto la mia immagine in asta:



"Lanzarote"
2006
printed 2014
Pigmented fine art giclèe
60X90 cm
Edition: 2/9


Condurrà Clarice Pecori Giraldi, Senior Director Christie's Europa.

Chi fosse interessato a partecipare, di persona o tramite un contatto a distanza, può rivolgersi direttamente a Silvia Marzocco all’indirizzo: smarzocco@hotmail.fr


Per saperne di più sull'organizzazione beneficiaria dell'asta:

Segreteria Consultorio Gratuito
MINOTAURO - Istituto di Analisi dei Codici Affettivi
Società Cooperativa - Cooperativa Sociale
via Omboni, 4 - 20129 Milano
Tel/Fax: 02.49523714
www.minotauro.it
E-mail: consultorio.gratuito@minotauro.it


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Instagram trip


Il mio diario di viaggio di questa estate:
Milano > Rimini > Brindisi > Taranto > Cisternino > Milano > Ibiza > Formentera > Milano.

Chi mi segue su Instagram e Facebook le ha probabilmente già viste, così ho aggiunto alcuni inediti e qualche commento in più.

(Le didascalie in corsivo sono quelle originali postate su Instagram con il numero di Likes raggiunto dalle foto.
Su instagram ho 3130 seguaci. Le foto sono state scattate con Iphone 5S e postprodotte con Afterlight.)



1,19 - 73 likes
Ancora a Milano. Ricomincio da me.


Obsession - unpublished
Milano.


Trasparente - 80 likes
Rimini.


Brother - 69 likes
Inconfondibile Chico. http://www.chicodeluigi.it/home/


A sign from above - Unpublished


A sign from above - unpublished


Your drums, your love - 36 likes

Questa in effetti era un po' criptica: "Your drums, your love" è un ( bellissimo ) pezzo di AlunaGeorge che ho ascoltato tutta l'estate: https://www.youtube.com/watch?v=VfCSx5641U4


The photographers and the model - unpublished
Solo a Rimini. La saracinesca di un negozio di fotografia. Chico mi illuminava con i fari dello scooter.


Il mondo è come tu lo vedi - 33 likes
Mi piacciono molto le cartine. Questa è grande, a casa di Chico, in cucina.


L'ombra di me stesso - 53 Likes


Rimini non è un'isola deserta - Unpublished


Untitled - 81 likes


Si. - 36 likes


Untitled - 50 likes

Tornati con Chico per recuperare varie cose a Villa Manzi, l'ex albergo che questa estate è stato un luogo No Panic e dove ci sono ancora le foto e le opere di tanti artisti


From "Transfert" ( detail ) as exposed @ villa Manzi, Rimini - 41 likes


Brother - 82 likes
Chico in modalità Terminator. se non lo fermavo tirava giù il muro intero...


Benassi is everywere #1 - unpublished



Benassi is everywere #2 - unpublished


Good night -57 likes
Postata la notte di San Lorenzo, ma io nemmeno lo sapevo. Che caso, no?


Lovely Gigi - 88 likes


"Ma il treno dei desideri, dei miei pensieri all'incontrario va" ( A. Celentano ) - 103 likes
Dal treno Rimini > Brindisi. E' un tragitto bellissimo perchè per chilometri e chilometri il treno passa proprio a ridosso delle spiagge.


Dopo un lungo viaggio - 58 likes

A casa della mia amica Sarah Ciraci, artista. http://www.exibart.com/profilo/autoriv2/persona_view.asp?id=4113


Testa - 29 likes


Pelle - 43 likes


Cuore - 39 likes
Testa, Pelle, Cuore.
Nella mia idea era un trittico, un po'simbolico. A me piaceva tanto quando l'ho postato. "Testa" poi, mi sembrava una foto davvero buona. La mia testa in quel momento era proprio così, un caos di pensieri disordinati, luci ed ombre. Roba di scarto...Ma a giudicare dall'esiguo numero di likes forse il tutto era troppo cervellotico...



Untitled ( I.W.Y.W.H )- 92 likes
Vicino a Taranto. Un fiume gelato. Acqua a 15 gradi. Da brivido.
Qualcuno ha pensato che ero io nella foto. Ma proprio no. Io ho fatto solo la foto, non sono quello che si tuffa...


Che teneri! - Unpublished


Cattivi presagi - unpublished


La notte - unpublished
A bordo piscina era l'unico punto dove prendeva il wi-fi...


Equilibrio precario - 42 likes
Taranto centro storico. Fino a qualche tempo fa zona totalmente off-limits. Ora, facendo un po' attenzione, ci si entra...


Una coppia che può fare miracoli - 42 likes


Nella mia stanza al bellissimo trullo di Donatella Caprioglio. http://www.macrolibrarsi.it/autori/_donatella_caprioglio.php


A cuore - 71 likes


E alla fine il viaggio non è altro che esplorazione e trasformazione di se - 91 likes
( Le mie adorate, consumatissime Timberland)


E ora il volo delle 16,30 da Cisternino a Milano...- 37 likes

Davvero...come l'avranno portato lì in cortile?


Ritorno a Milano - unpublished


Stay tuned - unpublished


Ci sono forme nel mondo che collimano esattamente con quelle che hai dentro - 68 likes


Quando avevo sette, otto anni, Milano era molto diversa, e io, da solo, mi favcevo il chilometro tra casa e il parco Sempione. Mi portavo carta e matite e disegnavo. Poi prima di tornare passavo a dare un occhio a quest'opera di De Chirico. nella vasca c'era l'acqua e non c'erano ancora recinti e cancelli. per me a quell'età piuttosto che un'opera era un luogo: Un luogo iniziatico, sensuale, misterioso e sottilmente inquietante. - 77 likes



"Still life" un piccolo film bellissimo e tenero, ma ragazzi, il finale mi ha ucciso...- 65 likes


Forse questa è inutile farla "artistica" - 103 likes



Va bene dai, mi sa che è ora di andare - 61 likes
Prossima destinazione: Ibiza.


Dopo un discreto viaggetto - 77 likes
La piscinetta di casa di Laura.


La Gia dorme - 81 likes
La Gia, devo dire, ha un suo stile.


E' lì che leggo Bukowsky - 118 likes



The living room have a view - 42 likes


Il resto - 79 likes


La notte - 73 likes


Ibiza non è un'isola deserta - unpublished


Formentera dog - unpublished


Colmado toni - unpublished
Chissà cos'è un "colmado"


Altare - 75 likes
Formentera: Piccoli cumuli votivi. Intorno al faro del Cap de Barberia è pieno. Ma non ho mai visto nessuno farli.


Altare #2 - 46 likes
San Francisco, Formentera.


Il ventre della balena - unpublished


Omaggio a S.
Si potrebbe dire che un'opera ti ha veramente colpito - o meglio - trasformato quando arrivi a pensare che ci hai visto più letture e significati tu di chi l'ha prodotta. - 80 likes



Stare bene qui è più facile - 76 likes


Trasparente #2 - 52 likes


Straight there - 96 likes
la spiaggia di Ibiza è proprio sulla rotta di atterraggio. Molto Miami.


Alpha Blondy live - 41 likes


Alpha Blondy live - 81 likes
Ho portato la Gia al concerto reggae. Come era ovvio, la gente si faceva così tante canne che alla fine eravamo sballati pure noi.


Mare nero - 62 likes
Lucio forever.


E' così che mi sveglio - 59 likes


Nel nome del padre - unpublished



"Io sono un angelo nero" ( Paolo Pietroni ) - 82 likes


Club '80 - Chicas - girls - Unpublished


Walk alone ( The Roots feat. P.O.R.N. ) - 92 likes

Ibiza, città vecchia.


la Gia - 67 likes



Messaggi - unpublished
Pensare che era solo un thriller, tipo best seller. Mica un testo di filosofia.


Alcuni elementi che compongono un'immagine - 107 likes
San Francisco, Formentera.


10.5 - unpublished
Formentera.


Ieri sera davano questo - 94 likes
Formentera forever.


Rebus - 41 likes
Questa mi sa era proprio una cazzata. Nella mia idea la soluzione era: "tempesta in un bicchier d'acqua". Vabbè.


Losio and I - Unpublished

Big Store Formentera. In effetti ci si sta proprio bene.


Noi la amiamo ormai - 58 likes
Europcar. Non va proprio. Non so cosa gli hanno fatto al motore. Lo hanno proprio spompato. per farla camminare devi tirare le marce come un dannato. Però ha il volante bianco. Bello.


L'ombra è nuda - 86 likes

Meno male a Formentera si sta senza costume, una liberazione!


Alla fine ieri sera hanno dato questo - 75 likes
Posto meglio del mondo. Ex Sun Splash, oggi Kiosko 62, Formentera. Loro ci sanno proprio fare.


Last evening in the island - 37 likes
Renata, il cane della casa


Cosa posso dire? Grazie! - 80 likes



Ok, dai, non rimane che andare - 61 likes


E comunque....Il viaggio continua....

Grazie di cuore a Chico De Luigi, Sarah Ciraci, Donatella Caprioglio, Patrick, Sonia, Franca, Aidee, Bobo, Tania, Isaac...All my love.

(All pictures copyright by Toni Thorimbert)

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